La Mena

“Mena è termine dialettale e deriva da menare, buttare. Nel caso specifico aveva significato di collettore di acque piovane e di rifiuto che in esso dalle due colline della città, si convogliavano. Le quali acque in parte andavano a finire nel mare e parte impantanavano il sito. ” (1) I burocrati, credendo a un errore ortografico dei loro predecessori, trasformarono la parola in…Amena intitolando così una piccola strada che sbocca nel corso.

“La strada, come si potrà immaginare era tutt’altro che amena, con il lezzo delle acque che impantanavano! La strada della Mena divideva quasi in due Brindisi e, in origine, come ci attesta Strabone, era un seno di mare che s’internava nella città fino alla piazza di basso…” (1) Alla fine del ‘700, dopo i lavori di bonifica fatti dall’ing. Pollio, la Mena fu detta Strada Carolina, in onore della Regina, moglie di Ferdinando IV, che ne ordinò i lavori.

Furono formati dei canali sotterranei che per un declivio artificioso ricevessero le acque della città e le portassero a mare. “In occasione della visita fatta alle opere del porto dai reali borbonici fu eretto in fondo della nuova gran piazza che si è formata tra le ultime case della città e il porto, un obelisco” (1). Successivamente l’obelisco venne demolito.

In origine la Mena era un seno di mare che s’internava nella città fino alla piazza di basso (L. Strabone) in cui si convogliavano tutte le acque piovane e di rifiuto.
La ex Mena, attuale Corso Garibaldi

Bibliografia e siti web:

Legenda: allo scopo di non tediare il lettore con la ripetizione delle fonti citate, è stato attribuito un numerino per ogni opera consultata, che si ritroverà al termine della citazione e che consentirà l’esatta attribuzione bibliografica.”

(1) Brindisi ignorata – saggio di topografia storica, di Nicola Vacca. Vecchi e C. – Editori, Trani 1954.

0 commenti

  1. Potreste fornire un riferimento preciso su quello che riportate attestato da Strabone sulla Mena? Vi ringrazio.

    1. La ringrazio per la segnalazione, perchè per mera svista era stata omessa la bibliografia. Ho rimediato subito. In ogni caso, la citazione è di N. Vacca in “Brindisi ignorata” p. 128, un testo che – secondo me – ogni famiglia brindisina dovrebbe avere nella sua casa. Saluti.

      1. La ringrazio per la sua cortese risposta e seguirò il suo consiglio d’acquistare quanto prima il libro sulla nostra bella città. Tuttavia, non possedendolo, non riesco a vedere a quale passo di Strabone il Vacca si riferisca. Potrebbe fornirmelo? Ho infatti i libri V e VI di Strabone, “Geografia d’Italia” , ma il passo sulla “Mena” non riesco proprio a trovarlo. La ringrazio e La saluto cordialmente.

        1. Vacca alla fine della citazione riporta D.M. 66, intendendo per D.M. le Memorie Historiche della città di Brindisi scritte da frate Andrea Della Monica, Maestro Carmelitano della stessa città, Lecce presso Pietro Micheli, 1674.In 8° pp. innumerate 48 + 716 di testo + 84 innumerate di catalogo e indice. La pagina dovrebbe essere la 66.
          Purtroppo non possiedo il libro del Della Monica per andare a vedere personalmente, però lo stesso Vacca dice che dovrebbe essere disponibile presso la Biblioteca Arcivescovile A. De Leo.

      2. Sa che temo che sia un’invenzione? A pagina 66 del testo di Della Monica si parla della Mena ma non c’è alcun richiamo a Strabone. Comunque farò ulteriori ricerche e mi permetterò di dirle cosa ne penso. La ringrazio.

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