Carmelo Conte alla Temporary First Gallery – Brindisi

Storia

Artista tra i più significativi protagonisti della nuova scultura italiana Carmelo Conte, pittore e scultore, nasce il 9 Luglio 1946 a Latiano in Puglia, dove vive e lavora.

Dopo i primi anni di studio presso la Scuola d’Arte di Grottaglie continua la sua strada di autodidatta seguendo il suo naturale talento.

Il suo itinerario artistico inizia nel 1967 e, partendo dalla civiltà contadina, giunge, nel tempo, a sviluppare temi di ampio respiro alternando pittura a scultura.

Realizza numerose mostre in molte città d’Italia tra le altre: a Firenze, Mestre, Milano, Ferrara, Padova, Pordenone, Lecce, Taranto, Brindisi, Legnano, ed anche all’estero, riscuotendo giudizi sempre positivi dai critici più qualificati. Famose le sue opere monumentali: “Al Carabiniere” in Francavilla Fontana (Br), alle “Vittime del Caporalato” in Oria (Br), al “Milite Ignoto” in Torre S. Susanna (Br), al Beato Bartolo Longo a Pompei, “ La Terra Risorta e le porte del cielo” al Cimitero di Latiano, in Francia il monumento agli Aviatori del S.A.R. deceduti in un incidente di volo nel 2008.

E’ nell’Arte Sacra che Carmelo Conte trova essenza, spiritualità e consapevolezza del creato e, plasmando la materia in una sorta di estasi, tenta di penetrare il mistero di Dio. In questo ambito realizza numerosi tabernacoli, via Crucis, altari, amboni, porte in bronzo e vetrate artistiche. E’ stato oggetto di due tesi di laurea: la prima “Sulle tracce di Carmelo Conte” di Nicoletta De Giorgio dell’Università di Bologna; la seconda “Attività artistica di Carmelo Conte” di Maria Cristina Tagliente dell’Università di Lecce.

 

Presentazione

Il mio un ritorno a Brindisi, dopo ventotto anni dall ‘ultima personale alla galleria “Il Tempietto”.

Dopo oltre vent’anni, dedicati ad opere monumentati, ho scelto di presentare la mia ultima produzione di pitture e sculture che ho dedicato al mare, alla terra, al cielo.

Ancora una volta voglio esprimere, soprattutto plasmando la primordiale materia plastica, l’argilla, la mia maturità artistica, che racchiude in sè l’esperienza di una esistenza dedicata all’arte.

Nelle opere si potrà riconoscere un sentimento di appartenenza alla vita che sara’ fonte di intima riflessione e ispirazione per tutti coloro che cercano e spesso non trovano la “bellezza “.
Carmelo Conte

A proposito del suo ritorno a Brindisi, il prof. M. Guastella, docente di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università del Salento e direttore del MAP (Museo Mediterraneo dell’Arte Presente), ha detto: ” Per celebrare la sua maturità artistica, riprende a “sporcarsi le mani” con colori e argilla, proponendo l’attuale elaborazione grafico-pittorica e plastica trattata con coerenza linguistica. Volti-maschere dai tratti spigolosi, figure dense di attributi, esprimono nella dimensione simbolica la sua cifra più nota, la Madre Terra; ma oggi affronta anche il mito del mare, con terrecotte parzialmente patinate, e guarda al “cielo” interpretando l’iconografia dell’Ultima Cena includendovi personaggi della quotidianità.

Interviste

Stralci dell’intervista rilasciata dall’artista a Tea Sisto del Quotidiano di Brindisi – 7 dicembre 2014.

Da bambino era considerato una peste. Appena gli adulti si distraevano con un pezzetto di carbone disegnava sui muri delle case di Latiano: casette, personaggi mitologici, guerrieri, indiani, animali, immagini dei sogni.

D: Ma chi ha scoperto per primo il suo talento naturale?
R: Devo molto alla mia maestra elementare Ester Balestra. Ero in quinta quando mi chiese di avvertire mio padre, voleva parlargli. Mio padre venne a scuola e la maestra gli disse: “Suo figlio ha un grande talento per l’arte. Deve farlo studiare in una scuola adatta”.

D: Chi l’aiutò in quella circostanza?
R: La mia stessa maestra che fece una colletta tra tutti gli insegnanti della scuola elementare. E questo mi permise di frequentare per tre anni la Scuola d’Arte di Grottaglie invece della scuola media inferiore. Fu un bel gesto e io stupii tutti gli insegnanti delle materie artistiche.

D: Era diventato un “madonnaro”?
R: Si. E ne sono fiero. Quell’esperienza mi permise di conoscere i primi galleristi in giro per l’Italia. Approdai a Milano e lì mi fu data la possibilità di esporre le mie prime opere. Un’esperienza importante durata due anni.

D: Lei è più scultore o pittore?
R: Nasco scultore ma mi dedicai inizialmente molto alla pittura. Poi c’è stata la svolta. In Italia, a fronte di novantamila pittori ci sono solo 800 scultori. Mi ribellai alla pittura e alla grafia e decisi di portare tutto alla terza dimensione. In realtà oggi sono sia pittore che scultore.

D: La donna e la terra sono presenti da sempre in gran parte delle sue opere, sono la sua firma, anche nella pittura.
R: La donna per me è diventata quasi una divinità. La interpreto come madre terra da sempre. All’inizio tra viti ed uva. Oggi ci sono gli olivi e i limoni. Io stesso mi sento terra. E le donne che rappresento oggi sia in pittura che in scultura non soccombono. Sono guerriere. A questa terra, che è donna, si aggrega sempre una folla di persone.

D: Queste folle ricordano un po’ il “Quarto Stato”.
R: Giuseppe Pellizza da Volpedo è stato per me fonte di ispirazione. Non lo nego.

D: Con quali materiali lavora per le sculture.
R: Col marmo per le grandi opere, ma anche col bronzo. Opero da decenni con le fonderie di Verona. Mi piace plasmare la creta e la terracotta per le piccole sculture. Mi appassiona anche la miniatura e mi sono scoperto anche un ritrattista di volti. Un esempio? La mia scultura dell’ultima Cena alla quale partecipa anche Papa Francesco.

D: E in pittura quali colori non mancano mai dalle sue tele?
R: Forse il blu e l’ocra. Ma uso tutti i colori tranne uno. Il nero non c’è mai stato sulla mia tavolozza.

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Video-intervista all’artista Carmelo Conte, pubblicata da BrindisiOggi.it il 29 novembre 2014, dal titolo “Scolpire il mare, solcare la terra, accarezzare il cielo”.

Opere in Mostra

 

Un ringraziamento all’amico Mario Carlucci che ha collaborato con me nella ripresa delle immagini.

2 commenti

  1. […] della chiesa al momento è allestita una piccola mostra di opere dello scultore e pittore Carmelo Conte (n. Latiano […]

  2. Caro CARMELO ,insieme ad EGLE siamo stati tra i primi a credere nella tua arte e ad acquistare i tuoi quadri.A proposito di ciò ti voglio ricordare un dipinto interamente nero sul quale campeggiano visi ed elementi della nostra terra.Ti ricordi di noi?Viviamo a Milano da sempre ma ci siamo conosciuti a monopoli.Io ed EGLE ricordiamo una tua frase,detta a casa di mia suocera,in via Revere a Milano,”questo silenzio è quasi un rumore”…Bei tempi!Coserviamo un ritratto a matita che hai fatto a nostra figlia,aveva tre anni,ora ne ha trentotto…Attualmente siamo a Bari in vacanza,se vieni a Milano contattami ,ci fará molto piacere!Un caro saluto.Toni Ferrante

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