Fontana di Monsignore – Brindisi

 “Sulla via Provinciale per San Vito, sulla sinistra uscendo dalla città, fra la Fontana Grande (Tancredi) ed il vicino distributore di carburante, è tuttora osservabile la fontana che irrigava il giardino di proprietà degli arcivescovi di Brindisi.

La fontana denominata anche Pomeriana o di Giardino a Mare, alimentata da risorgive vicine, era già attiva nel XVI secolo; ad iniziativa dell’arcivescovo Paolo de Vilana Perlas (1715-23) (vedi nota) fu “bene accomodata” con la creazione di un complesso sistema per l’adduzione delle acque oggi solo parzialmente osservabile.” (1)

 

Esemplare lapideo dello stemma di famiglia Arcivescovo Paolo (de) Vilana Perlas (1715-1729) ubicato sulla facciata del Palazzo del Seminario nella zona sovrastante la balconata del portale d’ingresso. (3)
Ingresso alla Fontana di Monsignore da Via Prov. San Vito

“Il sito fu dal poeta brindisino Nicolò Taccone considerato quasi d’edenica bellezza; anche i giardini contigui non erano, secondo il carmelitano Andrea Della Monaca, da meno, risultando simili “così di vaghezza come di sito”. (1)

“La cantò in eleganti versi latini Niccolò Taccone, avo materno del Moricino, che ce li tramanda:
“Consitur arboribus locus est in littore Portus,
Distat ab Urbe parum, distat ab Arce nihil,
Dicent hesperidum tales, qui cerneres hortos,
quos rigat ubertim Fons. salientis aqua,
pontani cantata tuba olim pulcher Adonis,
citrus adest Veneris delitiosus Amor,
nec defunt hedera, mirtus, nec delfica laurus,
candida cum rubris lilia mixta rosis.”

 

Fontana di Monsignore
Fontana di Monsignore
Altra vasca presente nel giardino

Dalla Memoria historica dell’antichissima e fedelissima città di Brindisi ( Andrea Della Monaca p. 59) leggiamo:

“Ma dove il borgo di sotto, e le mura di sopra si terminano verso settentrione tutta la costa, per quanto dura la lunghezza di quel destro corno è ripiena d’amenissimi giardini, i quali d’artificio benchè non contendano con li famosi, contendono ben qualunque si sia orto delizioso di bellezza naturale, di sito, d’acque, di valli, di pozzi, e insieme di terra, e di mare.
Uno de’ quali fu posseduto ne i tempi antichi da gli Arcivescovi della Città, è irrigato da un Fonte di limpidissime, e dolcissime acque, che non derivano altronde, ma ivi stesso la Natura dal colle gli ha dato l’origine ch’è stato arricchito dall’arte di esser con maraviglia guardato”.

Un documento del 1722 così la descrive: “Il giardino di Monsignore [è] situato fuori le mura della città poco distante dal Ponte grande.. dove c’è la fontana d’acqua dolce che scaturisce dal colle bene accomodata col suo pilone di recipiente a nicchio (conchiglia ndr), cupoletta e frontespizio di marmo con n. 7 butti d’acqua di bronzo ferrati per darli e levarli a tempo e suo sostegno con l’impronta e stemma di Monsignor Arcivescovo Perlas ristoratore di quella con un condotto dell’ istessa acqua sotterranea, che per mezzo d’archi camina a comunicarsi in un recipiente che forma un’altra bella fonte più sotto distante passi venti dalla prima con numero cinque butti d’acqua che si trasfondono in un ampio pilone per sodisfazione e delizia dell’aspettatori ed un’altra fonte sotterranea che scaturisce dal colle di detto giardino distante dalla prima passi 50 verso il ponente, con abbondanza d’acqua da farsi un vaso ampio e capace per il trabucco a comodo ed uso del giardiniere per irrigare ed innaffiare tutte le piante…”. (2)

Fontana di Monsignore con vasca a conchiglia e resti di scultura sul gambo

Vasca a conchiglia (part.)

Vasca a conchiglia (part.)
Gambo della Fontana con possibili resti di scultura (forse un felino) e di colore?
Gambo della Fontana con possibili resti di scultura e di colore?
Gambo della Fontana con possibili resti di scultura e di colore?
Parte del gambo dove probabilmente era allocato lo stemma dell’Arc. de Vilana Perlas
Parte del gambo dove probabilmente era allocato lo stemma dell’Arc. de Vilana Perlas
Nicchia lat. sinistra semidiroccata (di fronte a chi guarda)
Particolare della nicchia lat. sinistra semidiroccata (di fronte a chi guarda) con possibili segni di colore
Nicchia lat. destra semidiroccata (di fronte a chi guarda)
Particolare della nicchia lat. destra semidiroccata (di fronte a chi guarda) che potrebbe recare possibili segni di scrittura

Aggiornamento

Oggi 23 Gennaio 2016 riceviamo autorizzazione dalla famiglia proprietaria del disegno originale a divulgare questo bozzetto della Fontana di Monsignore presumibilmente attribuibile al  nobile brindisino Giovanni Leanza (1838- 1926) che volle fornire testimonianza diretta dell’immagine della città quale si presentava alla fine dell’800, prima che abbattimenti e sventramenti ne cambiassero la fisionomia, quasi a voler documentare, forse per tutelare o quantomeno tramandare alle generazioni successive quanto venne poi distrutto. L’immagine si trova, insieme ad altre, all’interno della raccolta “Dentro e fuori le mura – Brindisi in disegni e acquerelli ottocenteschi” edito dal Soroptimist International – Club di Brindisi nel 1999.

Ringraziamenti:

all’amico Mario Carlucci per la consueta disponibilità e collaborazione;

all’avv. Mario M. Guadalupi per averci permesso di visitare il monumento.

Nota
Nativo di Barcellona, l’arcivescovo “fu accolto con grande entusiasmo e con massima allegrezza […]. Avendo trovato il suo episcopio in pessimo stato di riparazioni e quasi diruto per essere stato
abbandonato durante la lunga vacanza di Sede, si contentò abitare per lo spazio di sei mesi nel convento di S. Paolo, dei PP. Conventuali di S. Francesco (…) pose mano alla magnifica opera del seminario, prendendolo dalle fondamenta; ed a’ 26 di maggio 1720 pose egli colle proprie mani la prima pietra» (Guerrieri 1846, pp. 130-131). (3)

Bibliografia e sitigrafia: “Legenda: allo scopo di non tediare il lettore con la ripetizione delle fonti citate, è stato attribuito un numerino per ogni opera consultata, che si ritroverà al termine della citazione e che consentirà l’esatta attribuzione bibliografica o sitografica.”

(1) Brindisi Nuova Guida, di G. Carito. Ed. Prima 1993

(2) Brindisi ignorata, di N. Vacca. Ristampa anastatica

(3) Araldica della città di Brindisi nelle memorie di G. Leanza, a cura di Giuseppe M. Capiferro

0 commenti

  1. come sempre preciso e dettagliato.Ho appreso una altra “antichita” di brindisi sinora a me sconosciuta. Grazie e ciao.Nico.

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