Il Minareto di Damaso Bianchi – Fasano (Br)

Il Minareto di don Damaso Bianchi si erge in contrada Gordini, uno dei siti più panoramici della Selva di Fasano, la cui vista spazia dal mare a est, fino alla valle del canale di Pirro e alle ultime propaggini delle Murge a ovest. Il toponimo della contrada è indicato nella pianta del territorio di Fasano del Cabreo dei Cavalieri di Malta del 1748, ma non si hanno notizie dell’origine del nome. Per la naturale posizione della contrada, esso potrebbe tuttavia risultare dalla trasformazione del termine ‘garbino’, dall’arabo gharbi, voce adriatica del vento di libeccio, un vento umido con direzione sud-ovest, che qui si avverte intensamente. Nel vernacolo fasanese il termine garbéine indica proprio il libeccio.

Il Minareto è una sontuosa villa in stile moresco, costruita nel 1912 da un eccentrico pittore, Damaso Bianchi, nato a Bari nel 1861, e uno degli artisti più significativi dell’800 pugliese.

All’interno

Damaso Bianchi fu fasanese di adozione per il suo stretto legame con la città, tanto da fargli meritare l’incarico di ispettore onorario dei monumenti, degli scavi e oggetti d’antichità e d’arte. Fu anche fra i primi a interessarsi della tutela del paesaggio boschivo della Selva, dipinta in tante liriche visioni, purtroppo in gran parte relegate nei depositi della Pinacoteca Provinciale di Bari. Si racconta che durante le feste mondane e le manifestazioni culturali degli anni ‘20-30 del secolo scorso, Don Damaso facesse accendere in cima alla torre Minareto un lume ad acetilene, a simboleggiare il faro della cultura, il sacro fuoco dell’arte. Nel 1935 l’artista si spense e qualche anno più tardi il figlio Giuseppe vendette l’edificio alla Gioventù Italiana del Littorio di Brindisi, con lo scopo di farne una colonia climatica per bambini, intitolata al padre, che infatti operò sino agli anni ’50 e ’60. Nel 1975 una legge decretò la soppressione degli “enti inutili” e la Gioventù Italiana, come era stata nel frattempo rinominata dalla fine del fascismo, venne sciolta. Nel febbraio 1976 il bene passò alla Regione Puglia che, nel 2003, concesse in affitto la proprietà al Comune di Fasano; nello stesso anno furono effettuati lavori di messa in sicurezza dell’edificio e dell’area di pertinenza esterna, a cui tuttavia non fece seguito un progetto organico di recupero e di nuova destinazione d’uso.

All’esterno

La struttura della villa si articola su due livelli: un piano terra con aula centrale e ambienti accessori e il piano nobile con loggiati e grandi finestre, dai caratteristici profili orientali. All’edificio principale si affiancano un minareto, un luogo di culto di dimensioni minime, un’abitazione a trulli per la guardiania e un ampio spazio verde che cinge tutto l’edificio. Un tempo il giardino, oggi recintato, doveva restituire, un frammento d’Oriente in questo angolo della Murgia infatti il proprietario, cultore dell’arte orientale, fece erigere la dimora estiva probabilmente dopo un viaggio in Tunisia, curando nei minimi particolari la struttura architettonica, l’apparato decorativo e il rapporto con il paesaggio. In territorio tunisino, su suoi disegni originali, fece eseguire pavimenti, infissi e mobilio.

L’edificio esprime una sintesi tra culture diverse, coniugando un prezioso dualismo artistico, arabo e pugliese, rendendo la struttura un piccolo, ma significativo esempio di architettura orientale in Occidente, degno di ogni attenzione.

Dall’alto del Minareto

Prof. ssa Maria De Mola (in occasione della XXI Giornata FAI di Primavera)

Bibliografia

Attoma G., La Selva di Fasano, Grafischena, Fasano, 1972.

De Mola M. e Palasciano G., Le chiese rurali del territorio di Fasano, in “Studi e ricerche della Biblioteca Comunale”, Fasano, Grafischena, 1987.

De Mola M., Le ville della Selva. “Calendario Associazione Pro Selva, 2003”, Fasano, 2002.

L’Abbate G., Damaso Bianchi e Vito Stifano. Due pittori nell’incanto della Selva, Fasano, Schena Editore, 1995.

Si ringraziano Mario Carlucci e il FAI di Brindisi per il cortese invito

2 commenti

  1. Ricordo il mio lavoro sul Minareto pubblicato nella rivista “La porta d’Oriente” ed on – line, diretta dal Prof. Franco Cardini, che fa seguito ai miei studi su Damaso Bianchi e l’Orientalismo. Con il Prof. Cardini abbiamo anche visitato il Minareto nel lontano 2003 e tenuto una conferenza pubblica nella sala comunale del Comune di Fasano, con lo scopo di avviare la sua valorizzazione e conoscenza come eccellente ” prodotto” dell’Orientalismo in Puglia.
    Mariagraziella Belloli- Docente di Orientalismo UTE Eurolevante- Bari e UTE Puglieuropa- Bari: Docente di Lingua Francese nell’Università di Bari.

    1. Gent.ma D.ssa Belloli, La ringraziamo per il suo cortese intervento che pubbichiamo volentieri anche sulla pagina facebook “Amici di Brundarte”, e cogliamo l’occasione per comunicarLe che se c’è del materiale sull’argomento che ritiene utile al fine di ampliarne la conoscenza presso la nostra platea di lettori, saremo ben lieti di pubblicarlo.
      Cordiali saluti.

Rispondi a guadepa Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *