Nuova chiesa di San Leucio – Brindisi

Brevi cenni storici

“Leucio sarebbe nato ad Alessandria d’Egitto, quindi un orientale, che poi venne in Italia Meridionale, nella zona di Brindisi, che allora era un importante centro marittimo del mondo romano, porto per l’Oriente e sede di colonie e gruppi di orientali, i quali diffondevano il Vangelo, professato nelle loro terre di origine.
Si ritiene che Leucio fosse uno di questi, predicò il Vangelo e durante una siccità tipica della Puglia, con le sue preghiere, ottenne una pioggia abbondante e provvidenziale, molti pagani si convertirono.

Fondò la diocesi di Brindisi di cui divenne il primo vescovo, edificando una chiesa dedicata a S. Maria e S. Giovanni Battista. Dopo le invasioni longobarde (768), gli abitanti di Trani, s’impadronirono del corpo del santo portandolo nella loro città e da lì fu poi traslato a Benevento, sede del ducato longobardo, dove ancora si conserva, tranne un braccio che nel sec. IX fu riportato a Brindisi.
Il culto per S. Leucio si diffuse già anticamente in tutta la Puglia e varie zone rurali portano il suo nome. Oltre che a Brindisi, di cui è protettore della Diocesi, è molto venerato anche a Trani, Lecce, Benevento, Caserta, Capua; a Canosa recenti scavi hanno portato alla luce una basilica del V secolo a lui dedicata.
Al suo nome è intestato l’interessantissimo Borgo in provincia di Caserta, dove Ferdinando IV di Borbone nel ‘700 creò una manifattura della seta, con intorno appunto un borgo, sorto dove era una chiesetta longobarda dedicata a s. Leucio vescovo di Brindisi.
L’iniziativa ebbe una grande risonanza e le stoffe, chiamate sete di S. Leucio, richieste in tutta Europa. Il borgo e la manifattura facevano parte di un disegno di una città modello, con leggi e ordinamenti sociali ideali, ispirate alle dottrine del Filangieri e di Bernardo Tanucci. L’educazione era fondamentale per la tranquillità sociale, la buona fede la prima delle virtù, il merito la sola distinzione fra le persone. Era d’obbligo l’eguaglianza nel vestire, il matrimonio consentito solo ai bravi nel lavoro, aboliti testamenti e doti, gli sposi avevano libera scelta del coniuge.
Istituita una cassa di previdenza e un fondo comune per gli orfani. Istruzione obbligatoria dai sei anni, uguaglianza fra uomini e donne. Nella società del ‘700 era veramente una grande innovazione sociale, anticipatrice dei grandi movimenti ideologici e sociali che sarebbero venuti di lì a poco in Italia e in Europa
Purtroppo con la caduta dei Borboni e l’incameramento dei loro beni da parte dello Stato unitario Italiano, la celebre manifattura decadde e con essa l’ideale sociale del Borgo di S. Leucio, durato un secolo. (per approfondire leggi il nostro articolo QUI : Belvedere di San Leucio – Caserta).
Oggi è solo meta di turisti che dalla vicina Reggia di Caserta, si allungano a visitare ciò che è rimasto di un sogno, ancora tutto intestato al santo vescovo brindisino Leucio.” (1)

Statua di S. Leucio al Belvedere di Caserta

A Brindisi, S. Leucio, è venerato come primo vescovo di questa città. Nella basilica Cattedrale gli fu dedicato nel 1771 l’altare che chiude la navata sinistra, ove è rappresentato in una tela dipinta da Oronzo Tiso (1726-1800).

Oronzo Tiso (1726-1800), San Leucio

S. Leucio (a sin.) nell’Arca reliquiario di S. Teodoro. Tesoro del Capitolo Cattedrale (oreficeria del XIII sec.) attualmente presso il Museo Diocesano “G. Tarantini” di Brindisi

S. Leucio (a sin.) nell’Arca reliquiario di S. Teodoro. Tesoro del Capitolo Cattedrale (oreficeria del XIII sec.) attualmente presso il Museo Diocesano “G. Tarantini” di Brindisi

San Leucio, dal coro della Cattedrale di Brindisi. Scultura lignea del XVI sec.

San Leucio. Dal coro della Cattedrale di Brindisi. Scultura lignea del XVI sec.

San Leucio. Urna per le votazioni del Capitolo Cattedrale di Brindisi, attualmente presso il Museo Diocesano “G. Tarantini” di Brindisi

San Leucio. Urna per le votazioni del Capitolo Cattedrale di Brindisi, attualmente presso il Museo Diocesano “G. Tarantini” di Brindisi

 

Antica chiesa di S. Leucio a Brindisi

(da Brindisi Nuova Guida di Giacomo Carito, San Leucio – p. 84)

La basilica di San Leucio, voluta dal vescovo Teodosio per riporvi la parte del corpo di san Leucio ricevuta da Benevento, si iniziò a costruire verso la fine del nono secolo e fu consacrata, nei primissimi anni del decimo, da Giovanni vescovo di Canosa e Brindisi.
Questo edificio era nel rione Cappuccini, nei pressi dell’attuale ospedale regionale (Di Summa ndr). Della sua funzione di chiesa cattedrale, restarono, sino alla distruzione, chiare vestigia. Gli arcivescovi eletti di Brindisi, prendevano possesso dell’archidiocesi in questa basilica.
Ancora, ogni anno, nella stessa chiesa, il primo giorno di maggio, convenivano gli arcipreti ed abati della diocesi prestando la dovuta obbedienza all’ordinario.
La basilica di San Leucio, convertita nell’undicesimo secolo in titolo abbaziale dall’arcivescovo Leonardo, fu successivamente beneficio dell’arcidiaconato; fu distrutta nel 1720 per utilizzare il materiale nella costruzione del palazzo del Seminario.
La decisione fu volta a porre termine alle pratiche di stregoneria che pare si svolgessero nella chiesa, anche in virtù della sua localizzazione extraurbana San Leucio includeva, nella sua struttura, l’antico martyrium (*), a tricora, col sarcofago nella conca frontale, in cui era stata, intera, la reliquia del corpo di san Leucio fino alla conquista longobarda della città ossia alla fine del settimo secolo, quando fu trafugata da cittadini tranesi. Nel dodicesimo secolo, era diffusa la convinzione errata che l’intero corpo di san Leucio fosse nella basilica; nel 1190, l’arcivescovo Pietro da Bisignano tentò anche una ricognizione delle reliquie che, ovviamente, non diede risultati positivi. L’unica reliquia di san Leucio esistente in Brindisi era in realtà quella del braccio, ottenuta dal vescovo Teodosio dalla chiesa di Benevento ed oggi custodita nel tesoro della cattedrale di Brindisi. Nella basilica era un arco di marmo sotto il quale si praticavano gli esorcismi; su di esso era una epigrafe, di cui è l’apografo (copia ndr) nella Biblioteca Pubblica Arcivescovile “A. De Leo”, con indicazione dei nomi dei committenti Giovanni e Tecla, che può ritenersi del nono secolo:

SANCTUS VENERABILE LEUCIUS AMICUS XPI(STI)/ HUNC ARCU(M) VOLUIT ESSE AD REMEDIU(M) P(ER)ICLITA(N)TIBUS/ UT OMNIS Q(UI) FURI(OSAM) VIM PATITUR/ A VIGI(N)TI PEDIB(US) IN ANTE DE¬STRA LEVA A P(ER)ICULO RESOLVATUR/ QUIA HOC PLACUIT PATRI/ ET FILIO SP(IRITU)S SA(N)CTO SI QUIS AUTE(M) NO(N) HOC OBAUDIERIT/ ANATEMA ANATEMA ANATEMA SIT ANTE DEU(M)/ IOA(N)NES ET TECLA PRO SE SALUTEQ(UE) FILIOR(UM) SUOR(UM) FECERUNT.

NUOVA CHIESA DI SAN LEUCIO 

Intervento dell’architetto Ilaria Pecoraro del  26 novembre 2016

La realizzazione della nuova chiesa di San Leucio è figlia in primo luogo di un atto di Amore verso la Diocesi di Brindisi-Ostuni e la sua Comunità. Il progetto, infatti, rappresenta sempre per l’architetto il più nobile momento metodologico di un atto creativo, in cui l’idea prende forma. Questo principio si carica di ulteriori significati quando l’architetto è chiamato a progettare uno spazio sacro, come lo è una Chiesa. In tal caso egli è invitato a misurarsi con la dimensione del divino, per creare con la materia finita uno spazio ieratico che, a sua volta, si trasformerà in elemento architettonico identitario della comunità urbana che lo accoglierà.
Il progetto di questo nuovo complesso parrocchiale, di cui la sottoscritta è stata progettista e direttore generale dei lavori, insieme all’ing. Donato Caiulo, è nato con l’intento di edificare la Casa di Dio fra le case delle famiglie del rione Minnuta.
Il sito è in prossimità del quartiere, con una felice esposizione lungo via del Lavoro. La scelta del lotto da edificare non è casuale. Perché qui si è voluto riproporre l’itinerario compiuto dal Santo che giunge nel IV secolo d.C sulle coste del seno di ponente e battezza i primi cristiani.
La forma organica di questa architettura contemporanea è visibile in lontananza, ergendosi, a scala urbana, quale monumento scultoreo della cristianità. L’impianto planimetrico recupera la tipologia edilizia delle basiliche paleocristiane ad aula unica con terminazione absidale cupolata ed è preceduto da questo ampio sagrato.


La facciata richiama la forma dell’abbraccio protettivo materno, proteso verso il sagrato, che accoglie e protegge i suoi figli. La copertura dell’aula liturgica appare come la carena di una barca in legno. Il prospetto principale della chiesa evoca la forma di una vela gonfia di aria verso destra, ancorata ai volumi sinuosi delle opere parrocchiali alla sua sinistra. Un grande ovale, alto 11 metri, accoglie nella sua superficie sinclastica la luminosa e trasparente croce latina, per costruire un dialogo visivo diretto fra interno ed esterno della chiesa.

La progettazione e la realizzazione di questo complesso parrocchiale sono scaturiti da un incessante lavoro corale, nel quale l’architetto ha funto da coordinatore generale di tante operazioni ivi compiute, di natura burocratica-amministrativa, strutturale, di sicurezza, progettuale-esecutiva ed economica, riferite alle opere di arte e di architettura. Tantissimi operatori hanno profuso il proprio impegno per raggiungere tutti insieme questo obiettivo: tecnici, ditte, maestranze, uffici tecnici comunali, singoli cittadini, parrocchiani.

 

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Inaugurazione

La chiesa viene inaugurata sabato, 26 novembre 2016, “una data che entra nella storia per la diocesi di Brindisi – Ostuni, per la città di Brindisi, per il quartiere Minnuta, per la comunità parrocchiale. Finalmente, dopo oltre trent’anni di attesa, la nuova chiesa dedicata a San Leucio, spalanca le sue porte.

Dopo l’altro evento datato gennaio 2012 con la posa della prima pietra, oggi alle 17, la comunità parrocchiale del rione Minnuta, unitamente alla cittadinanza, al clero, alle autorità civili e militari, ha fatto ingresso nella nuova chiesa, non solo.

Solennemente, dopo la processione iniziale, sua eccellenza l’arcivescovo monsignor Domenico Caliandro, ha proceduto al rito della “dedicazione” e alla celebrazione della Santa Messa.

Un evento atteso da decenni, per una comunità, che per oltre 30 anni ha avuto a disposizione per le celebrazioni eucaristiche, la catechesi e i vari momenti comunitari dei piccolissimi locali condominiali, con pochi posti a sedere, accompagnata dapprima e per diversi anni, da don Vittorio Trotto.

La speranza si accese qualche anno fa, quando negli stessi locali fu data la “bella notizia”durante il 25esimo anniversario della costituzione della parrocchia e nel nono di sacerdozio del parroco Don Claudio Macchitella e quando poi seguì la presentazione, attraverso la proiezione su schermo, del progetto della nuova chiesa da parte degli architetti Donato Caiulo e Ilaria Pecoraro.

Una nuova costruzione nata da un semplice schizzo, quasi un logo: due curve che simulano una capanna ma che nello stesso tempo richiamano alla memoria una vela ed un onda allacciata al campanile ed alla struttura.

“Quando nel dicembre del 2008 presentammo questo schizzo all’arcivescovo – dichiarano gli architetti – lui ci disse di andare avanti. Fu questo l’inizio dello sviluppo architettonico che ha subito il progetto. Per poter progettare la chiesa ci si è resi conto che molte erano le complessità, non solo progettuali in se ma anche liturgiche. Abbiamo fatto un passo indietro ripercorrendo la vita di San Leucio. Il luogo sul quale è sbarcato è il lembo di ponente e la chiesa sorge in questo sito. Analizzando la locazione, la chiesa rappresenterà il carattere scultoreo urbano, ovvero costruita in questo luogo la chiesa sarà un vero e proprio simbolo scultoreo della città in quanto sarà visibile a chi percorre, sia in direzione Bari che Lecce la superstrada 379 ed anche per chi giunge dal mare”.

Questo dichiararono, all’inizio di questo “viaggio” che, portò alla posa della prima pietra benedetta, unitamente alla pergamena dell’arcivescovo Rocco Talucci e alla medaglia del pontificato di Benedetto XVI e che oggi ha portato a vivere questo grande momento storico.

Oggi, alla presenza di migliaia di fedeli, di tutto il clero, del Sindaco affiancato da diversi colleghi ed autorità, del parroco Claudio Macchitella, la chiesa di “San Leucio ha aperto le sue porte e ha ricevuto la sua dedicazione, illuminando coloro che hanno voluto essere parte di questa storia.

Così, dopo 100 vescovi si è giunti ad edificare un tempio a San Leucio, a pochi metri dal mare, una chiesa che, come una imbarcazione a vela, scende nella cultura della città e che si apre al mondo intero.” (2)

Interno

S. Leucio
S. Leucio
Madonna col Bambino

Presepe
Altare
Crocifisso

S. Rita

San Leucio
San Leucio

La piccola Cappella

Tabernacolo

B.V. Maria

 

Acquasantiera

Epigrafe dedicatoria

 

 

Si ringrazia l’amico Mario Carlucci per la collaborazione

Note:

(*) Nella forma gr. μαρτύριον e lat. martyrium, la parola indicò: a. Presso gli scrittori greci e latini dei primi secoli cristiani, una chiesa sorta sopra la tomba di un martire, e la tomba stessa. b. Nell’archeologia cristiana, tipo di edificio sempre a pianta centrale, più o meno elaborata, distinto dalla basilica, sia per destinazione sia per forma.

Bibliografia e sitigrafia:

Legenda: allo scopo di non tediare il lettore con la ripetizione delle fonti citate, è stato attribuito un numerino per ogni opera consultata, che si ritroverà al termine della citazione e che consentirà l’esatta attribuzione bibliografica/sitigrafica.”

(1) http://www.santiebeati.it/dettaglio/37000

(2) http://www.newspam.it/la-nuova-chiesa-della-minnuta-dedicata-a-san-leucio-spalanca-le-sue-porte

1 commento

  1. grazie per questa ricca documentazione, per chi come me che non risiede a Brindisi, riesce a vivere questi eventi e queste pietre miliari anche a distanza, dalle foto si evince la bellezza della chiesa che si differenzia tanto dalle brutte chiese costruite negli ultimi decenni

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