Aroldo de Ripalta e la Casa Regia

“Procedendo per la rua Maestra, subito dopo la strada dei Crudomonte, è la salita della Congregazione, oggi detta salita di Ripalta. E’ questa una delle poche intitolazioni moderne che s’accorda con la topografia medievale.

Al sommo della collinetta, dov’è oggi una scuola elementare (attualmente sede del Liceo Artistico e Musicale Simone-Durano), sorgeva maestosa, nel periodo svevo-angioino, la casa di Aroldo di Ripalta, il feudatario brindisino partigiano degli Svevi.

Questa casa richiama l’epica sfortunata lotta degli Svevi contro il Vaticano e l’Angioino.

Per il «tradimento» di Aroldo di Ripalta riuscì a Manfredi d’impadronirsi di Brindisi fedele alla Chiesa e agli angioini.
Ma anche dopo la sconfitta e la morte di Manfredi a Benevento, il fiero ghibellino rimase fedele agli Svevi tanto che dopo la discesa in Italia di Corradino fece ribellare Brindisi contro gli Angioini che si erano resi invisi alla cittadinanza per la oppressione e le angherie del governatore Guglielmo Landò, «uomo crudele ingiusto e avaro».

Dopo la decapitazione di Corradino di Svevia in piazza del Mercato a Napoli, la vendetta di Carlo d’Angiò contro i ghibellini si sfogò con ferocia inaudita. Non si conta il numero dei suoi «proditori» trucidati, dei quali furono confiscati i beni.

Carlo s’impadronì, fra l’altro, della casa di Aroldo di Ripalta, che doveva essere sontuosa e ben munita se egli la destinò a sede della Curia Regia e l’adoperò come abitazione durante la sua dimora in Brindisi dove si recava spesso a soggiornarvi dei mesi.

I ruderi della casa reale angioina si vedevano ancora nel 1778, come ci attesta il Pigonati.” (N. Vacca, Brindisi Ignorata – rist. anastatica)

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