Via del Mare – Brindisi

Via del Mare – La strada d’accesso al porto

Con il r.d. n. 1 del 2 gennaio 1927 la città di Brindisi divenne una nuova Provincia italiana che, all’atto della sua costituzione comprendeva anche i comuni di Guagnano, Salice Salentino e Veglie i quali, solo con successivo decreto vennero nuovamente aggregati alla provincia di Lecce. Almeno per un triennio dopo la costituzione della nuova provincia, cioè fino a quando gli effetti della spaventosa crisi economica non si fecero sentire sull’economia nazionale, il governo assecondò gli impegni assunti e le aspirazioni popolari realizzando con determinazione quelle opere pubbliche che si rendevano necessarie di volta in volta e che conferirono alla città un aspetto più dignitoso.

Si trattò, però, di interventi sporadici che rischiavano di essere vanificati dalla mancanza di un Piano Regolatore Generale, varato soltanto nel dicembre del 1934, dopo una accesa discussione che coinvolse l’opinione pubblica. In esso furono previste opere edilizie, stradali e marittime, prima fra tutte la costruzione della fogna bianca nelle tre arterie centrali della città, oltre alla loro pavimentazione.

“Per smaltire il transito dei carri merci che dalla stazione ferroviaria e dall’hinterland si riversano nel porto viene progettata una strada che partendo da porta Lecce e proseguendo lungo la via della circonvallazione, giunge al porto, compiendo in tal modo un arco parallelo alla ferrovia che dalla stazione ferroviaria giunge alla stazione marittima.

Si tratta di un’arteria importante per il fatto che avrebbe dovuto collegare la fabbrica delle Mattonelle con i Magazzini generali, che non furono mai costruiti, e con il porto franco, vecchio privilegio goduto dalla città sotto il governo borbonico e mai più ottenuto nonostante le continue e pressanti richieste prima ai governi liberali e poi a quello fascista.

Quella strada che avrebbe completato gli interventi lungo il seno di levante del porto, sarebbe stata «protetta» da un’alta muraglia sulla quale sarebbe corsa una strada panoramica.

Nel quadro complessivo dello smistamento del traffico merci lungo l’estramurale di levante, sono previsti interventi di sistemazione e di ampliamento del piazzale della stazione ferroviaria, il rifacimento della banchina della stazione marittima, l’escavazione del fondale adiacente per facilitare l’ingresso nel porto e l’attracco dei grossi piroscafi.” (da un intervento di C. Pasimeni: “L’identità imposta” in “Brindisi 1927-1943 da capoluogo a capitale. I progetti, le architetture” p. 24. Ed. Alfeo 1994)

Cartolina d’epoca con il tracciato della linea ferroviaria

SAST – R.P. Costruzione strada di accesso al porto 1920-1940

SAST – R.P. Costruzione strada di accesso al porto di Brindisi 1936

SAST – R.P. Costruzione strada di accesso al porto di Brindisi 1936

SAST – R.P. Stazione marittima 1965

 

La nuova via del Mare

Nel progetto waterfront, nato da un’idea del Sindaco Mennitti che sin dal 2004 si era attivato presso le FF.SS. per la realizzazione del programma, l’accordo di quest’estate tra Comune e l’Autorità di sistema portuale circa la sistemazione della recinzione che separa via del mare dall’area di pertinenza dell’ex Autorità Portuale, sembra aver messo la parola fine ai lavori di riqualificazione del porto.

In particolare, nella via che da Porta Lecce conduce ai giardinetti di Piazza Vitt. Emanuele II, molte sono state le cose fatte che hanno avuto il potere di trasformare, secondo gli intendimenti di chi l’ha voluta, l’idea di una strada “di servizio” retroportuale in parte “organica” del nostro porto al servizio di cittadini e turisti. Non stiamo ad elencare gli innumerevoli lavori a cui abbiamo assistito in questi anni che, a prescindere da ogni considerazione estetica o di merito, vanno dall’estirpazione dei binari, alla costruzione di un ponte di raccordo tra il centro storico e il porto, passando per l’ampliamento della strada, la costituzione di aree di parcheggio, alcune aree verdi, le rotonde agli incroci, ecc. ecc.

Lasciamo parlare gli scatti che vi presentiamo seguendo il percorso che da Porta Lecce conduce alla Stazione Marittima

 

Si ringrazia l’amico Mario Carlucci per la collaborazione

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