Mostra ‘Il Silenzio delle Ombre’ – di Antonio Schiavano

Abbiamo visitato la mostra “Il Silenzio delle Ombre” del fotografo Antonio Schiavano, esposta nelle sale di palazzo Nervegna a Brindisi.

Qualche parola sull’autore: Antonio Schiavano, nato a Brindisi nel 1964, ha intrapreso un percorso artistico che dal 1988 lo vede protagonista della scena fotografica. Abbandonando gli studi di ingegneria per seguire la sua passione, ha sviluppato uno stile inconfondibile, caratterizzato dalla sua intima capacità di cogliere l’anima dei soggetti e la profondità dei momenti silenziosi.
Le fotografie esposte offrono un’immersione nella sua visione, ma per comprendere appieno l’innovazione di Schiavano è fondamentale conoscere la sua ‘Fotomorfia’. Questa non è solo una tecnica, ma una vera e propria filosofia creativa: Schiavano non si limita a scattare, ma plasma fisicamente le sue immagini, combinando il mezzo fotografico con interventi materici. Il risultato sono opere uniche, che superano i confini della bidimensionalità e invitano a percepire la fotografia non solo con gli occhi, ma anche con le mani, arricchendo l’esperienza estetica con una dimensione tattile e un’inedita profondità concettuale.
Attraverso il suo obiettivo, Schiavano esplora la bellezza e la complessità dei momenti silenziosi e delle sfumature che spesso sfuggono all’occhio.

La mostra si compone di oltre 140 opere presentate seguendo un percorso immersivo, studiato dall’artista. Il percorso si conclude con immagini storiche di Brindisi e nuove vedute urbane, in un dialogo tra memoria, identità e trasformazione.
Di seguito le nostre foto delle opere esposte.

Il percorso dell’artista: dallo Still-Life al Fine-Art

Lo Still-Life (natura morta) – utile per cataloghi e campagne pubblicitarie è il genere perfetto per approfondire e sviluppare la tecnica dello scatto, studiare luci, forme e colori. Il suo portfolio viene immediatamente apprezzato divenendo fotografo per le campagne pubblicitarie dei grandi marchi nazionali.

Fine-Art – la tecnica acquisita con lo Still-Life è sempre presente ma con la Fine-Art può esprimere al meglio ricerca, sperimentazione e creatività, rendendo ogni opera unica e irripetibile.

Fotomorfia – una sua tecnica personale che fonde fotografia, post-produzione e manipolazione materica con oli – vernici – materiali abrasivi, nel tentativo di trasformare l’immagine in un’esperienza sensoriale e concettuale.

Languishing

In questo suggestivo dialogo visivo, le molteplici sfumature emotive si fondono in un unico scatto, offrendo uno sguardo privilegiato dentro l’essenza stessa dell’essere umano.

L’attesa

Ogni scatto è un microcosmo teatrale in cui lo spettatore è chiamato a riconoscersi. Ispirandosi alla tradizione del nudo, l’artista ne ripropone una rilettura contemporanea.

Riflessi

Attraverso un raffinato gioco di riflessi, l’artista frammenta e trasfigura il corpo, distogliendo lo sguardo dall’esplicito per avvicinarsi all’essenza.

The Beauty and the Bane (La bellezza e la rovina) – I°

Le immagini, inizialmente scatti pubblicitari realizzati dall’artista, sono state trasformate tramite oli, vernici, gesso e materiali abrasivi, dando vita a opere uniche e irripetibili.  Il progetto denuncia anche l’abuso della chirurgia estetica che riduce i corpi a oggetti conformi a ideali irraggiungibili, privandoli della loro unicità. Elemento centrale è la Fotomorfia, che altera la percezione dello spettatore per invitarlo a riflettere sull’immagine spogliata della sua funzione estetica convenzionale.

The Beauty and the Bane (La bellezza e la rovina) – II°

In questa sala le immagini ritraggono principalmente un uomo nero, solo o accanto a una donna bianca, in una composizione che richiama con forza i temi dell’integrazione e della distanza sociale. In un’epoca in cui l’immigrazione è ridotta a una questione numerica le immagini ci invitano a fermarci e guardare.

Dysmorphia

Giovani ossessionati dal proprio aspetto esteriore tendono sempre più a notare imperfezioni e difetti che per altri appaiono minimi o inesistenti. Ciò accade quando l’immagine di sè non corrisponde alla propria percezione interiore. I Riflessi, quasi liquidi, trasformano i corpi evocando quella sottile tensione.

Sfumature

Il progetto fotografico indaga il potenziale narrativo dell’immagine attraverso il colore, la composizione e la frammentazione visiva.

Le immagini, vecchi scatti pubblicitari dell’autore, compongono un mosaico visivo in cui la singola fotografia conserva la propria forza, ma acquista un nuovo significato nell’insieme.

 

Amarcord

Sono le foto realizzate a Brindisi nei primi anni della carriera, tra il 1982 e il 1988, partendo da via Santa Barbara dove ha vissuto. Alcune immagini in bianco e nero sono arricchite da interventi manuali con evidenziatori colorati a indicare punti focali o nuove letture della composizione.

Il Silenzio delle Ombre

Con questa serie l’autore esplora il potere narrativo dell’ombra che, da negazione della luce diventa presenza silenziosa che plasma lo spazio, definisce i contorni, amplifica le emozioni. Le fotografie, scattate in diversi contesti e momenti della giornata costituiscono una forma attiva di linguaggio visivo.

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