La Basilica di San Bassiano a Lodi Vecchio: un millennio di fede, arte e rinascita

Sorgendo solitaria e maestosa nella campagna di Lodi Vecchio, la Basilica di San Bassiano è uno dei monumenti romanico-gotici più affascinanti della Lombardia. Consacrata originariamente nel 387 da San Bassiano alla presenza di Sant’Ambrogio, la basilica fu l’unica struttura a sopravvivere alla totale distruzione dell’antica Laus Pompeia da parte dei Milanesi nel XII secolo. Ricostruita nelle sue calde forme in cotto trecentesche, custodisce oggi capitelli medievali, suggestivi cicli di affreschi votivi e le preziose testimonianze delle antiche corporazioni medievali che ne finanziarono il restauro. Questo viaggio fotografico ne riscopre i dettagli più significativi, tra storia, fede e arte locale.

L’architettura esterna: la memoria di Laus Pompeia

L’impatto visivo della basilica si rivela fin dall’esterno, dove i mattoni a vista raccontano la ricostruzione avvenuta nel XIV secolo sulle ceneri del preesistente edificio paleocristiano e romanico. La maestosa facciata a salienti, tipica del gotico lombardo, è alleggerita da pinnacoli svettanti, bifore cieche e da un elegante rosone centrale che domina l’intero prospetto.

Sulla sommità, protetta all’interno di una nicchia decorata da archetti pensili, la statua trecentesca del primo vescovo Bassiano accoglie idealmente i fedeli in posa benedicente e con i paramenti liturgici.

Aggirando l’edificio si apprezza la possente articolazione dei volumi laterali e dell’area absidale.

I robusti contrafforti scandiscono i muri perimetrali esterni, mentre l’abside semicircolare si raccorda armoniosamente con il campanile che si innalza sullo sfondo, definendo un profilo architettonico inconfondibile e perfettamente integrato nella pianura circostante.

Lo spazio interno e i tesori medievali

Varcata la soglia della controfacciata, lo sguardo è catturato dalla grandiosa prospettiva della pianta a tre navate.

I massicci pilastri bicromi in mattoni e intonaco reggono ampie arcate a sesto acuto, chiaro segno dell’innesto gotico trecentesco sulle antiche fondamenta medievali.

Tra gli elementi strutturali superstiti dell’originaria fase romanica spiccano alcuni capitelli in pietra del XII secolo, finemente scolpiti con figure antropomorfe stilizzate e intrecci vegetali [Foto 11, Foto 31].

La parte alta della navata centrale conserva preziose finestre bifore decorate con motivi geometrici in tonalità ocra e verde che simulano la texture dei mattoni.

Sui pilastri emergono invece splendidi affreschi isolati di natura devozionale: tra questi, assume una rilevanza storica fondamentale il solenne ritratto trecentesco di San Bassiano Vescovo colto in posizione rigidamente frontale, seguito temporalmente da un affresco rinascimentale raffigurante la Vergine col Bambino tra i Santi Rocco e Sebastiano. Quest’ultima opera è attribuita a un pittore di ambito lombardo e, nella parte superiore del riquadro è ben visibile l’iscrizione latina frammentaria dipinta che riporta l’anno di esecuzione e la data specifica: il 26 maggio 1507 (“…1507 die 26 madi”).

 

Il presbiterio e lo splendore del Maestro di San Bassiano

Il fulcro spirituale e artistico della basilica coincide con il catino absidale, interamente decorato da un imponente ciclo pittorico del XIV secolo attribuito al cosiddetto “Maestro di San Bassiano”. La scena principale è dominata dal grandioso affresco del Cristo in Maestà, racchiuso all’interno della tradizionale mandorla di luce e circondato dai simboli alati degli Evangelisti. Nella fascia inferiore dell’abside, subito sopra l’antico altare maggiore in pietra, si dispiega una teoria di Santi e Apostoli disposti in rigoroso ordine processionale.

L’area del presbiterio e del transetto unisce armoniosamente elementi di epoche diverse: un antico Crocifisso ligneo ad altezza naturale veglia sulle celebrazioni,

mentre in epoca contemporanea è stato inserito un pregevole ambone bronzeo ornato da un bassorilievo che ritrae nuovamente il Santo patrono nell’atto di mostrare le Sacre Scritture.

Il racconto dei miracoli e la devozione popolare

Lungo le navate laterali e gli spazi d’angolo dell’edificio si concentra il racconto della vita e dei prodigi di San Bassiano, affidato a un importante ciclo di grandi tele seicentesche caratterizzate da una forte drammaticità barocca e da intensi chiaroscuri.

I dipinti illustrano gli episodi più celebri della sua agiografia

Il piccolo Bassiano compie il suo primo miracolo (disegnando una croce per terra per allontanare un pericolo).

Santa Cecilia (identificabile dall’organo portativo a canne sulla sinistra e dallo spartito musicale) e un Santo Vescovo (molto probabilmente San Bassiano, raffigurato sulla destra con il volto barbuto e lo sguardo solenne), accompagnati da figure celesti.

Il miracolo della cerva e la liberazione del cacciatore indemoniato (o la sottomissione dei cacciatori). Secondo l’agiografia, San Bassiano salvò una cerva e i suoi piccoli dai cacciatori; quando uno di loro disobbedì al santo, cadde preda del demonio (rappresentato dal piccolo diavolo alato che esce dalla bocca dell’uomo a terra) e venne successivamente esorcizzato e liberato da Bassiano.

San Bassiano che libera o accoglie un prigioniero in catene. Si nota la figura centrale del santo con l’aureola, rivolto verso un uomo inginocchiato e legato da pesanti catene tese da un carceriere sulla destra, circondato da soldati e astanti in abiti d’epoca.

San Bassiano risuscita un morto (oppure la guarigione miracolosa di un infermo in fin di vita). Si nota la figura del santo sulla destra che indica il cielo, mentre un uomo disteso a terra, seminudo e pallido, riprende miracolosamente i sensi tra lo stupore e la commozione dei familiari e dei fedeli circostanti.

San Bassiano che guarisce o esorcizza una donna malata. Si nota sulla sinistra una figura femminile distesa e sofferente, sostenuta da un’altra donna, mentre sulla destra San Bassiano (riconoscibile dai paramenti sacri e dalla mitra vescovile) si inginocchia in preghiera profonda per invocare la grazia, assistito da altri chierici ed ecclesiastici.

Il miracolo di San Bassiano che estingue l’incendio della città (o salva la popolazione dalle fiamme). Sullo sfondo si notano nitidamente le fiamme che divorano gli edifici e, al centro in alto, la figura protettrice di San Bassiano in abiti vescovili che intercede. In primo piano è rappresentata la disperazione e la fuga dei cittadini, tra cui madri con bambini in braccio e persone che cercano di trarre in salvo i propri beni.

San Bassiano benedice e risana un fanciullo malato o miracolato. Sulla destra spicca la figura eretta di San Bassiano in paramenti solenni e mitra vescovile, mentre compie il gesto della benedizione con la mano destra alzata. Al centro, una madre in ginocchio mostra disperata il corpo esanime o sofferente del proprio bambino disteso a terra, assistita da un’altra figura sulla sinistra e dai chierici sulla destra del santo.

La devozione popolare si riflette anche nelle sculture sacre distribuite nelle cappelle minori, come la statua policroma di San Bassiano in cattedra come dottore della Chiesa. Il legame più intimo con il culto del patrono è custodito nel maestoso monumento reliquiario situato in un’abside laterale, dove la statua dorata del Santo sorge sopra un alto basamento marmoreo, affiancata da due cervi che ricordano il miracolo della caccia della sua tradizione iconografica.

La figura lignea di un Santo Guerriero in armatura romana

e la cappella della Madonna col Bambino, dominata da una statua mariana sormontata da affreschi medievali.

Il Grande Organo a canne della Basilica
Questa foto mostra la monumentale cantoria e la cassa lignea dell’organo a canne, incastonato sotto uno dei grandi archi in cotto della navata laterale. Si nota l’organista seduto alla consolle intento a suonare lo strumento durante un momento di raccoglimento o di prova.

 

I cieli affrescati e la testimonianza delle corporazioni 

Le Volte e gli Affreschi del Soffitto –  L’Affresco dei Bovari (XIV secolo).

Sollevando lo sguardo verso le coperture della basilica si scopre un vero e proprio firmamento d’arte gotica.

Questa è una delle decorazioni più importanti e curiose della basilica. Mostra quattro carri agricoli trainati da coppie di buoi guidati dai conducenti, disposti simmetricamente nelle quattro vele della volta a crociera. Ricorda il contributo pratico e finanziario dei mandriani locali alla ricostruzione trecentesca.

 

Volta stellata con i Soli raggianti
Un dettaglio di una volta a crociera decorata con un cielo di stelline a otto punte e, al centro di ogni vela, un grande sole fiammeggiante e raggiante dorato contenente simboli e monogrammi sacri legati all’ordine dei religiosi.

La volta dei Dottori della Chiesa e dei Santi
In questa crociera sono dipinti quattro grandi clipei (medaglioni circolari) disposti sulle vele, contenenti i busti di figure sacre e solenni, tra cui San Bassiano in abiti vescovili e i Dottori della Chiesa.

Veduta prospettica della navata centrale verso la controfacciata

Uno scatto d’insieme monumentale, mostra l’aula liturgica scandita dai pilastri e dagli archi gotici in cotto che conducono lo sguardo verso la parete di fondo (la controfacciata), dove campeggiano il grande rosone circolare, il portale d’ingresso sormontato da un affresco con una straordinaria teoria di sette figure sacre finemente abbigliate, tra cui si riconosce San Giovanni Battista.

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