Descrizione del Regno delle Due Sicilie per Province – a cura di Benedetto Marzolla, Napoli 1854

Durante una delle ormai numerosissime mostre organizzate dalla Biblioteca De Leo  con Esposizione di Carte Geografiche presso Palazzo Granafei-Nervegna, per la precisione il 23 agosto 2019, fotografammo la cartina con la “Divisione amministrativa e statistica della Provincia di Terra d’Otranto, secondo il censimento del 1848”, con il commento di Benedetto Marzolla che qui riportiamo integralmente.

Divisione amministrativa e statistica della Provincia di Terra d’Otranto:

“Giusta la legge organica del I° Maggio 1816, e posteriori modificazioni. La sua popolazione secondo il censimento del 1848.
La estensione della superficie di questa Provincia è di 2.270 miglia quadrate, da 60 a gr.; è popolata da 409.000 abitatori, quindi ha 180 abit. per ogni miglia quadr. Detta Provincia è divisa in 4 Distretti, in 44 Circondari, e comprende 128 Comuni con 54 aggregati. La sua capitale è Lecce, residenza d’Intendente.
Distretto di Brindisi (91.206 abitanti)
1. Brindisi 7457; Tuturano 476 Tot 7933
2. S. Vito 5297; 3. Carovigno 4204 ” 9501
4. Ostuni 13955 ” 13955
5. Ceglie 11196 ” 11196
6. Francavilla 15274; Villa Castelli 857 ” 16131
7. Oria 7558; 8.Torre 2471; 9.Erchie 2274 ” 12303
10. Mesagne 7499; 11. Latiano 5310 ” 12809
12. Salice 1921; 13. Veglie 1751;
14. Guagnano 1410; Baldassarri 382; 15. S. Donaci 912; 16. S. Pangrazio 1002 ” 7378

Stabilimenti di pubblica istruzione ec.
In Lecce vi è un Collegio Reale; in Francavilla e Campi vi sono delle Scuole Pie; in Galatina, Galatone e Poggiardo delle Scuole Secondarie. Le varie Diocesi racchiudono cospicui Seminari, Scuole Primarie e altre fondazioni utili, fra cui a Lecce un Orfanotrofio per le povere donzelle.

Tribunali
In Lecce risiede un Tribunale Civile e una G. Corte Criminale per la Provincia. Per le appellazioni de’ giudizi si dipende dalle G. Corti res. in Trani.

Dogane – giusta la legge org.ca del 19 giugno 1829 e atti posteriori
di 1^ classe: Taranto, Brindisi, Gallipoli
di 2^ classe: Otranto
di 3^ classe: S. Cataldo, Porto Villanova

Diocesi nella Provincia – giusta Le Bolle Pontificie emanate in virtù del Concordato del 1819

Diocesi di Brindisi. Arcivescovado (Pop. 66.022)
Il Titolare è amministratore della Chiesa Vescovile di Ostuni. Ne dipendono 13 Comuni con 2 Aggregati.

Carte Geografiche
725 A.U. Jaillot. Golfe de Venise ou Mer Adriatique
729 ? Le Royuame de Naples divise en douze province
731 Enrico Hondin. Der neapolitanischen landschaft Terra d’Otranto oder ost apulies noerdlicher theil. 1791

Cenno storico. Il territorio di questa Provincia comprende la parte sud-est dell’antica Apulia, e distinguevasi col nome di Messapia. I Salentini, i Tarantini, i Calabri ed i Iapigi ne erano gli antichi abitatori.

  •  Lecce, la presente sua capitale, fu fondata ne’ tempi più remoti, forse da’ Greci Cretesi; prese sotto i Romani, fino al secolo VI, il nome di Lupia, poscia ripigliò la primitiva sua denominazione greca di Lycea da cui deriva l’attual suo nome. Era essa una delle città Salentine con più conti. Sotto i Normanni ebbero origine i suoi contili (dinastie di conti – da IA), vi nacque Tancredi e lo svevo imperadore Federico II vi fu cresciuto. Il suo castello, ristorato e ampliato sotto l’imperadore Carlo V, è tuttavia uno de’ più distinti del Regno. Al presente, Lecce ha l’aspetto di città leggiadra e operosa, e vi si osservano grandiosi edifizi, e templi e monasteri di eleganti disegni.
    E’ bastevolmente noto dalla storia, qual grado elevato occupavano ne’ tempi antichi le città di Taranto (Tarentum), Brindisi (Brundusium), e Otranto (Hydruntum).
    – Taranto, scaduta per l’occupazione da’ Romani e per le successive barbare invasioni, fu, dopo la fondazione del Reame di Puglia da’ Normanni, eretta a Principato e diventò, in diverse epoche, ricca Signoria di persone/reali e di famiglie illustri. Fu in ogni tempo decantata la fertilità de’ suoi dintorni e la finezza delle sue lane. La città presenta al di fuori un aspetto particolare e assai bello, ha vari distinti edifizi, un castello e una cittadella.
  •  Brindisi, perde l’antico lustro per le guerre civili tra Cesare e Pompeo, poi le invasioni, i terremoti e le contagioni (malattie contagiose) minacciarono farne perdere affatto la memoria. Vari sovrani del medio evo e de’ tempi posteriori ne presero cura; le sue mura robuste con baluardi e le due porte dalla parte di terra, e il grandioso suo castello, sono opere de’ Sovrani Aragonesi e dell’Imp.re Carlo V.
    Ne’ tempi recenti, Ferdinando I cominciò a far espurgare e riaprire il già famoso suo porto, talmente infangato che l’esalazione dell’aria insalubre fu, durante de’ secoli, cagione di gravissimi danni agli abitanti. Tale opera benefica fu proseguita sotto gli ordini dell’augusto Sovrano Ferdinando II gloriosamente regnante e sono già eseguiti grandi lavori, diretti pel miglioramento e totale ristorazione del porto.
  • Otranto, dopo aver già sofferto grandi sventure dalle invasioni, fu ancora nel 1480 sorpresa dai Turchi, i quali trucidarono tutti gli abitanti, non risparmiando che i ragazzi e le donne. Benchè ora sia piazza poco popolata, il suo posto è tuttavia assai frequentato, massimo pel traffico del Levante. Città antichissime sono pur quelle di Gallipoli, Galatina, Uggento, Oria e Nardò; racchiudono esse edifizii discretamente belli, e sono piazze assai operose, specialmente la prima.

Notizie fisiche e prodotti naturali
Questa Provincia comprende la penisola che presenta la parte più orientale del Regno. Le elevazioni occupano circa un terzo della sua superficie e formano una continuazione di quella serie di colline che nella Provincia di Basilicata parte dai monti Apennini e si estende in quella di Terra di Bari sotto il nome di Murgie; nella presente Provincia hanno esse la denominazione di Serre, e le maggiori alture trovansi ai confini verso le anzidette Provincie, principalmente nei dintorni di Martina; sono in generale più o meno vistose, secondo il sito.
La sola costa da Otranto al Capo di S.M. di Leuca è alquanto elevata e scogliosa, del resto tutto il litorale è basso e approdabile in quasi tutt’i punti (il piccolo promontorio all’ostro di Otranto si ha pel confine tra i mari Adriatico e Ionio). Non vi sono che fiumicelli di breve corso; abbondano però le acque sorgive, ed il suolo è ovunque d’una fertilità sorprendente, presenta buoni pascoli e anche folti boschi. Il clima in generale è salubre e ameno; solamente taluni fra i laghetti trasformansi durante l’està in paludi che in festano l’aria de’ siti circonvicini (due de’ più considerevoli di questi laghetti, detti saline, che trovansi presso Taranto, sono recentemente stati fatti disseccare e bonificato il terreno). I principali prodotti che coltivansi nella Provincia sono: olio di uliva in gran quantità e ricercatissimo dall’estero, grano, granone, biade, patate, cotone, lino, robbia, tabacco, vino in gran copia e di ottima qualità (massime quello di S.M. di Leuca e quello di Brindisi e di Lecce); buoni ortaggi, legumi, agrumi eccellenti (spezialmente presso Gallipoli); frutta di ogni specie (tranne il nocciolo e la castagna), gelsi, giuggiole, mandorle, carrubbe. I boschi forniscono non poco legname; dai pini si trae la pece greca (nota anche come colofonia, è una resina vegetale solida, gialla e trasparente IA), l’acqua di ragia e la trementina, e dagli olivi la resina detta gomma di olivo; la palma vi cresce vigorosamente ed il suo frutto è dolcissimo. La caccia è produttiva in volatili, lepri, volpi, cignali, ecc. I mari, e vari laghetti e fiumicelli abbondano di pesci; sono pregiati il tonno di Gallipoli, le ostriche e altri crostacei del mare piccolo di Taranto, e che, acconciati con salse, spediscono nel Regno e all’estero. Vi sono tra Ostuni e Fasano, delle acque minerali purganti e, presso Castro, acque sulfuree.
Industria
Allevasi molto bestiame grosso e minuto, spezialmente pecore, buoni cavalli, muli e asini robusti, molte api e anche bachi da seta. I salami e formaggi diversi e altri latticini sono ottimi, particolarmente le così-dette mozzarelle e ricotte schiante e marzotiche. Fra le paste che vi si lavorano sono ricercate quelle minute di Brindisi. Sono stimati i guanti, le calze, e altri lavori di lana-pinna (La lana-pinna o più correttamente bisso marino, è una fibra tessile estremamente rara e pregiata, prodotta da un mollusco bivalve marino chiamato Pinna nobilis – AI), la quale traesi in Taranto da un testacee (?) che si pesca in quelle acque.
Nelle diverse città vi sono buoni artigiani, fabbriche di sapone, di cremore di tartaro, di ceri, pomate, fiori artifiziati, trine, veli, felpe, cappelli di paglia e di feltro, pannilani, calze, camicciole e coperte di bambagia, tele di lino e cotone, botti a olio e altro vasellame, concerie di pelli e svariati altri stabilimenti.

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