Lo stile Liberty nell’edilizia residenziale e commerciale a Brindisi

L’Edilizia Commerciale in Stile Liberty
L’architettura destinata alle attività commerciali si distingue per una maggiore libertà e originalità nell’adozione dello stile Liberty rispetto agli edifici residenziali e alle grandi opere pubbliche. Le esigenze del commercio, infatti, consentivano l’uso di forme più audaci e accattivanti, pensate per attrarre la clientela.

Nonostante questa maggiore libertà, la maggior parte dei progetti rimase su uno stile semplificato. I chioschi tradizionali, ad esempio, presentavano spesso piante elementari (quadrate, esagonali o ottagonali), delimitate da colonnine sottili e coperte da semplici cupole piramidali con decorazioni minime.
Tuttavia, alcuni progetti spiccarono per la loro inventiva e il marcato stile floreale:
I chioschi progettati per Surdo, Zuccaro F. e De Vito osarono con l’inserimento di motivi vegetali, sinuosi ed eleganti. Degni di nota sono la doppia calotta circolare e il finestrone “a mongolfiera” del chiosco Surdo, i reggimensola delicati e le lampade angolari del chiosco De Vito, la ringhiera sommitale del chiosco Zuccaro.

Chiosco Surdo

 

Chiosco De Vito

Chiosco Zuccaro

 

L’uso di profili mistilinei e linee doppie impreziosì anche le vetrine della pasticceria di Cosimo Guadalupi di Mariano e della Salsamenteria Fiorentina di Vito Mellone.

Pasticceria di Cosimo Guadalupi di Mariano

 

Salsamenteria Fiorentina di Vito Mellone

 

 

Il salone da barba dei Fratelli Pedio su Corso Garibaldi si distinse per gli eleganti arabeschi floreali, mentre il negozio di Oreste Rollo esibì un’enorme insegna che si estendeva su tre vetrate, caratterizzata da una ricca e dinamica profusione di festoni e nastri.

Fratelli Pedio

 

Negozio di Oreste Rollo

–  Il progetto più distintivo e pienamente Art Nouveau fu lo chalet destinato a caffè, birreria e buvette, commissionato da Francesco Ferrara. I suoi disegni, che mostrano prospetti, piante e l’ubicazione nei giardini alla fine di Corso Garibaldi, oggi Piazza Vittorio Emanuele II (per noi brindisini I giardinetti) riflettevano interamente il gusto di inizio Novecento: la tipografia decorativa, la fluidità del tratto e quell’attitudine gioiosa e spensierata tipica della Belle Époque, che ebbe riscontro anche a Brindisi.

Progetto di chalet (mai realizzato)

1908 (?) Brindisi

In alcune foto d’epoca l’immagine di piazza Mercato anche denominata piazza Fontana, attuale piazza Vittoria vista da prospettive diverse. Nelle foto si possono notare diversi chioschi che rientrano tra le tipologie più diffuse in città dalle linee semplificate e copertura piramidale.

 

1914 gennaio, Brindisi
Chiosco per lo smercio di acque minerali di Nicola Zuccaro in piazza Mercato

1921 novembre, Brindisi
Chiosco per la vendita di bibite fresche di Galileo Zuccaro situato in piazza Fontana (attuale piazza Vittoria). Ing. Roberto G. Pinto

1923 aprile 11, Brindisi
Chiosco per lo smercio di bibite fresche e altri consimili di Giuseppe Parabita in via G.C. Vanini

 

Introduzione del Liberty nell’edilizia residenziale
Tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, lo stile Liberty si diffuse nell’edilizia residenziale privata di Brindisi, introducendo un nuovo modo di vivere la città. Contribuirono a diffondere un gusto moderno e decorativo non solo i palazzi borghesi di grandi dimensioni, ma anche le case a uno o due piani, progettate per la piccola e media borghesia.
Le facciate si arricchivano di elementi decorativi come cornici scolpite, balconi in ferro battuto e motivi floreali, talvolta lussuosi, ma sempre volti a combinare eleganza e praticità quotidiana.
Ecco alcuni esempi di Progetti Liberty nell’Edilizia Privata che testimoniano un tessuto urbano in rapida trasformazione:

La Casa di Ernesto Gentile in via Santabarbara.

Progetto per la ricostruzione di una casa di proprietà di Ernesto Gentile sita in via Santabarbara: facciata principale e laterale. Arch. A. Forcignanò

 

 

La Palazzina signorile di Vincenzo Perrone tra via Cesare Braico e via Cavour.

1914 giugno 6, Brindisi. Progetto per la costruzione “di una palazzina signorile” per Vincenzo Perrone sita in via Cesare Braico angolo via Cavour: prospetti sulle due strade. Arch. A. Forcignanò

 

Fabbricato di proprietà di Cosimo Natale

1915 febbraio, Brindisi. Progetto per la costruzione di un fabbricato di proprietà di Cosimo Natale in via Sciabiche angolo via senza nome; prospetto principale su via interna e prospetto su via Sciabiche. Progettista non indicato

I fabbricati di Luigi Guadalupi e Antonio Pinto tra corso Garibaldi e vico Conserva o di Luigi Danese in via Principe di Piemonte.

Luigi Guadalupi e Antonio Pinto, fabbricato tra corso Garibaldi e vico Conserva

 Palazzo di proprietà di Luigi Danese

1915 febbraio 13, Brindisi. Progetto per la costruzione di un palazzo di proprietà di Luigi Danese in via Pr. di Piemonte, prospetto principale e facciata secondaria. Progettista non indicato.

 

Fratelli Stea – via Principe di Piemonte. 1915 luglio 2, Brindisi. Progetto per la costruzione di una palazzina di proprietà dei f.lli Stea da costruirsi in via Principe di Piemonte, facciata principale. Arch. Aldo Facignano

Soluzioni Eclettiche e Neogotiche: Accanto agli esempi puramente Liberty, si riscontrano anche interventi eclettici con richiami al neogotico. Ne è un esempio la sistemazione della casa di Giovanni Zaccaro nota come palazzo Crudomonte in Largo Congregazione. Ivi l’ingegnere Luigi Calabrese propose prospetti con un sapore medievaleggiante. Similmente pochi anni dopo, sulla stessa via, anche il progetto per la casa di Luigia Mariani e del capitano Zaccaria, presentava motivi Liberty che evocavano suggestioni gotiche.
Diffusione del Liberty Popolare: Numerosi progetti meno ambiziosi attestano la diffusione di un Liberty popolare, sobrio e accessibile. Questi vanno dalle abitazioni di Maria Cafarella al rione Sciabiche a quelle di Giuseppe D’Amore in via Indipendenza, fino alla casa dei coniugi Traversa-Camassa in contrada Saponea.

Maria Cafarella – rione Sciabiche. 1915, marzo 11, Brindisi. Progetto per la costruzione di una casa di proprietà di Maria Cafarella al rione Sciabiche: prospetto e pianta del pianterreno. Ing. F. Nisi

Giuseppe D’Amore – Via Indipendenza. 1915 marzo 5, Brindisi. Progetto per la costruzione di una casa di proprietà di Giuseppe D’Amore in viale Indipendenza “e propriamente di fronte alla via Niccolò Taccone”, da realizzarsi a ridosso di un caseggiato già esistente in via Circonvallazione: facciata su via Indipendenza. Progettista Giuseppe Bruno.

 

Traversa-Camassa – C.da Saponea e Pietà

1910 marzo 17, Brindisi. Progetto per la costruzione di una casa di proprietà dei coniugi Vito Traversa e Maria Camassa in contrada Saponea o Madonna della Pietà: pianta e prospetto. Ing. R. D’Errico

Giuseppe Lafuente – Via Sciabiche

1914 ottobre 31, Brindisi. Progetto per la costruzione di una casa di proprietà di Giuseppe Lafuente in via Sciabiche, pianta e prospetto.

Fabbricato Cosimo Natale

1915 febbraio, Brindisi. Progetto per la costruzione di un fabbricato di proprietà di Cosimo Natale in via Sciabiche angolo via senza nome, prospetto principale su via interna e prospetto su via Sciabiche. Progettista non indicato

Fabbricato De Marco

1915 gennaio, Brindisi. Progetto per la ricostruzione di un fabbricato di proprietà di Pasquale De Marco al rione Cristo; facciata principale e laterale. Progettista non indicato.

 

Nel complesso, la combinazione di palazzine signorili, case eclettiche e case di quartiere, ha contribuito a ridisegnare l’immagine di Brindisi del primo Novecento, riflettendone le ambizioni, le mode e l’identità.

2 commenti

  1. Brindisi, che splendida Belle Époque! È un peccato che questi chioschi decorativi di piazza Vittoria fossero solo progetti, altrimenti avremmo avuto un quartiere da capo a coda Liberty, un po come Brindisi in miniatura. I palazzoni signorili sono bellissimi, ma chissà quante case Liberty popolari avremmo avuto se anche la piccola borghesia avesse potuto permettersi balconi in ferro battuto. Sorride Brindisi, ma se avessimo avuto davvero tutti questi progetti realizzati, probabilmente saremmo in un Brindisi un po più caotico ma decisamente più colorato!

    1. grazie

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