Nel 1870 l’abitato cittadino si estendeva approssimativamente dalla zona della “Marina” fino alla “Conserva”. Qui vi erano due contrade: quella a destra chiamata “Oliva Cavata” e quella a sinistra “Ursolilli” dove vi erano orti, scarsi caseggiati e qualche chiesa.
L’apertura del Canale di Suez (1869) di colpo fece assumere al porto di Brindisi l’importanza di stazione internazionale di navigazione. Per cui si decise di dare una sistemata alle contrade, dove vegetavano erbacce d’ogni sorta, divenute col passar degli anni ricettacolo di rifiuti che costringevano i passeggeri della neonata stazione ferroviaria a passare per quell’area malsana.
Non sfuggì agli amministratori dell’epoca il vantaggio che avrebbero potuto trarre da quell’area opportunamente risanata e, il 1870 deliberarono di porre in essere il progetto del brindisino prof. Raffaele Rubini.
In quello stesso anno nacque corso Umberto I, asse principale della città e alla sua destra e sinistra, sorsero edifici privati decorosi e nuove vie intitolate principalmente a personaggi e fatti del Risorgimento.
Sull’onda di questi avvenimenti e, precisamente nel 1882, nasceva anche Palazzo De Marzo, giusta l’inciso sulla targa lapidea a fianco dell’ingresso.





