Restauro di Santa Maria del Casale: partiti i cantieri, ma resta l’urgenza di salvare gli affreschi

Nella giornata di ieri, 16 luglio 2026, si è tenuto presso la Chiesa di Santa Maria del Casale l’atteso incontro tecnico con l’ing. Giorgio Rocco De Marinis, Responsabile dell’area tecnica dell’Ufficio dei Beni Culturali Ecclesiastici. La riunione, condotta magistralmente dalla Direttrice della Biblioteca Pubbl. Arcivescovile A. De Leo Katiuscia Di Rocco e dalla guida Annamaria, ha permesso di fare il punto sulle importanti opere di restauro che stanno finalmente interessando lo storico complesso brindisino, già Monumento Nazionale.
Il piano complessivo, finanziato con circa 400.000 euro erogati da RFI – Rete Ferroviaria Italiana SpA, come misura di compensazione ambientale e paesaggistica per la costruzione del nuovo raccordo ferroviario da e verso l’aeroporto di Brindisi, prevede fasi distinte.
Ad oggi, le opere sul piazzale esterno sono state completate, mentre sono in pieno svolgimento le operazioni di consolidamento delle strutture esterne. Questa fase strutturale è il presupposto fondamentale per bloccare definitivamente le infiltrazioni idriche prima di poter intervenire in sicurezza sulle pareti interne.
L’ultimo step, fortemente invocato dalla cittadinanza, riguarderà il delicatissimo restauro degli antichi affreschi interni.
Il sopralluogo ha permesso di verificare da vicino la gravità della situazione interna. Le immagini raccolte parlano da sole: i preziosi cicli pittorici trecenteschi si trovano purtroppo in uno stato di avanzata alterazione:

Alcune opere ammalorate
1. Nell’affresco dell’Albero della Croce si riscontrano diffusi aloni scuri, sbiadimenti e preoccupanti lacune della pellicola pittorica.

2. La situazione appare persino più critica nel riquadro della Madonna tra i cavalieri, dove una vastissima macchia di umidità sovrasta il dipinto e l’azione dei sali ha quasi cancellato i dettagli del corteo di figure.


3. Volgendo lo sguardo verso le volte, i danni da percolamento d’acqua dal tetto appaiono devastanti: ampie porzioni di intonaco sopra il ciclo dell’Ultima Cena sono andate completamente perdute, lasciando intere pareti spoglie.


4. Infine, anche i pannelli votivi adiacenti alle finestre, come la Madonna in trono tra i Santi, mostrano una drastica perdita di definizione dei dettagli e una diffusa opacizzazione biancastra dovuta alla cristallizzazione dei sali.


L’allestimento delle impalcature esterne fa ben sperare, ma i tempi per il recupero delle pitture interne restano una vera corsa contro il tempo per evitarne la perdita definitiva.
Sul fronte della logistica, la totale pedonalizzazione del nuovo piazzale esterno – pur migliorando il decoro del complesso – continua a sollevare interrogativi sull’accessibilità per i fedeli, in particolare anziani o a mobilità ridotta. La soluzione sul lungo periodo dovrebbe arrivare dal progetto del collegamento ferroviario, che prevede una fermata intermedia del sistema Shuttle per l’aeroporto nei pressi della chiesa, integrata da futuri percorsi ciclopedonali sicuri.
Nessuna novità concreta, invece, per il recupero del Chiostro e del Convento adiacenti. Come confermato durante il tavolo tecnico, la complessità di questi spazi richiederà canali di finanziamento ministeriali o diocesani separati, attualmente oggetto di dialogo istituzionale ma non coperti dal budget attuale di RFI.

Il Sagrato

I momenti dell’incontro

 

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