Le fontanelle dei giardinetti – Brindisi

A Brindisi fino agli inizi di questo secolo avevamo ben due fontanelle sistemate nei giardini comunali di piazza Crispi (il piazzale della stazione ferroviaria) e Vitt. Emanuele II ossia l’area davanti al porto dedicata a giardino pubblico.
Le fontane, lì messe da tempo immemorabile, con l’ultima sistemazione del water-front hanno visto la sparizione di una delle due in favore di una più moderna, metallica e fornita di bacinella in plastica per la raccolta delle acque reflue.
Nel timore che anche la fontanella superstite possa fare la stessa fine, ci preme ricordare quanto che le “fontanelle mimetizzate nell’albero” o, più precisamente, le fontane o giochi d’acqua che si integrano o si nascondono all’interno di elementi naturali come alberi, rocce o grotte artificiali, sono una caratteristica tipica dei giardini storici, in particolare quelli sviluppatisi a partire dal Rinascimento e che hanno raggiunto il loro apice nel Barocco.

Con la riscoperta dell’antichità classica e l’interesse per l’idraulica, i giardini rinascimentali italiani iniziarono a integrare l’acqua in modo scenografico.
L’idea era quella di creare un’armonia tra architettura, scultura e natura, e l’acqua giocava un ruolo fondamentale in questa fusione.
Il Barocco portò l’arte dei giardini a un livello ancora superiore di complessità e meraviglia.
Le fontane “nascoste” o “mimetizzate” divennero ancora più elaborate. L’acqua poteva zampillare improvvisamente da un tronco d’albero cavo, da una roccia, o da statue che sembravano parte del paesaggio naturale.
L’obiettivo, come nel nostro caso, era stupire i visitatori con l’acqua che sembrava emergere spontaneamente dal paesaggio.
In sintesi, le “fontanelle mimetizzate nell’albero” o in elementi naturali erano una tecnica di design paesaggistico e idraulico molto in voga nei giardini di villa e reggia dal Rinascimento al Barocco, con un’eco anche nei giardini paesaggistici successivi. Erano pensate per stupire, divertire e creare un’esperienza immersiva e illusoria per i visitatori.

In tutti questi casi non era solo la capacità ma anche la creatività ad elevare l’artigiano al livello di “artista”.

Ci permettiamo di aggiungere che, i risultati erano molto apprezzati dai grandi, ma,  in particolar modo dai bambini.

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