Collegio Navale “N. Tommaseo” – Manifestazione Ass. “Sviluppo e Lavoro”

Sabato 15 Novembre, alla presenza dell’Assessore Regionale Urbanistica e Territorio, Angela Barbanente, e del Consigliere Regionale Giovanni Brigante, si è tenuta presso la Cantina Risveglio Agricolo di Brindisi, su iniziativa dell’Associazione Culturale Sviluppo e Lavoro, una molto ben riuscita manifestazione avente ad oggetto: “Il collegio Tommaseo dal degrado alla rinascita, a quando la consegna al Comune?”
Ha introdotto i lavori l’arch. Genni Mancarella che, con il supporto di slides e di una mostra fotografica, ha fatto una approfondita disamina della storia del Monumento dalla sua fondazione ad oggi.
Nelle conclusioni l’Ass. Barbanente ha invitato l’Amministrazione Comunale a presentare dei validi progetti per il rilancio della struttura, proponendone anche l’inserimento nel nuovo Piano Urbanistico Generale che si andrà a varare a breve, e assicurando l’appoggio della giunta regionale a tutte le iniziative che riguarderanno il Collegio Navale Tommaseo.

In chiusura della manifestazione si è registrato l’intervento del rappresentante dell’Associazione “Amare Forte a Mare” che raggruppa circa 30 associazioni, il quale, dopo aver ripercorso un po’ la storia (accompagnato dalle varie slides di presentazione) degli ultimi dieci anni del Monumento, ha colto l’occasione per invitare i presenti alla manifestazione del 28 Novembre 2014 ore 17,00 a Palazzo Nervegna “Castello Alfonsino facciamolo vivere”.

Progetti e costruzione

 

 

L’inaugurazione

 

La Struttura

La Decadenza

Il Sogno

La scuola navale militare “Francesco Morosini” di Venezia rappresenta quel che poteva essere e non è stato!

 

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Il Castello Alfonsino

 

Note:

Tutte le foto del Collegio Navale, oggetto del presente servizio, sono state raccolte dall’esposizione fotografica curata dall’arch. G. De Castro e Nancy Motta e dalle slides dell’arch. Genni Mancarella.

Il filmato relativo all’inaugurazione del Collegio, non è stato presentato alla manifestazione, ma è stato scelto da Brundarte solo per completezza di esposizione.

Per le foto della serata, ringrazio l’ amico Mario Carlucci che ha collaborato con me nella ripresa delle immagini.

0 commenti

  1. Mio fratello Luciano Galasso era nel corso Astro 1938-42 e restò lì anche dopo (per malattia) nel periodo 1942-45 mentre i suoi compagni di corso furono imviati a Livorno prima dell’8-9-1943, e morirono quasi tutti in mare in battaglia. Ho tutte le sue medaglie e distintivi , con spille e gemelli, tutti relativi al Collegio navale di Brindisi! Peccato che non è possibile qui mettere qualche foto.

    1. Sig. Mario, le sue parole suonano come una condanna alle atrocità e alla stupidità della guerra! Purtroppo, in ogni guerra si verifica l’antico rito del sacrificio di tante giovani vite, e sono sempre i più giovani a pagare per gli errori commessi da altri! Ma, venendo a noi, se riesce a fare qualche foto delle medaglie, distintivi, ecc. può postarla direttamente sulla pagina Brundarte di Facebook, magari con un breve commentino a spiegare le motivazioni della medaglia o l’anno in cui l’ha ricevuta ecc. avendo l’unica accortezza di mettere prima “Mi piace” alla pagina (altrimenti il sistema non le consentirà di scrivere). Sarà poi mia cura divulgarla anche sul sito di “Brindisini la mia gente” di cui sono amministratore, per rendere il giusto merito a chi si è distinto per il valore dimostrato in guerra. Buona sera!

      1. Di mio fratello Luciano Galasso, n. Brindisi il 14-1-1926 e morto a Firenze il 16-5-2011 non ho medaglie al valore (era troppo giovane) ma solo quelle relative al Collegio Navale dove entrò nel 1939 a 13 anni e ne uscì nel 1943 a 17 anni dopo l’armistizio o più probabilmente nel 1945 alla fine della guerra ma qualcuno saprà dirmi se il “Reale Collegio Navale” (la R è in una spilla di cui manderò la foto su FB) fu chiuso o no (non credo) dopo l’armistizio.

      2. Ovvio che esprimo disgusto e condanna per la guerra! sono profondamente antimilitarista e pacifista, anch e forse perchè sono stato ufficiale in aeronautica e conosco bene i militari.

  2. Questo significa fare “cronaca” (e vivere la quotidianità pensando al futuro) e “storia” (divulgando la genesi della realtà che ci ha condotto al giorno d’oggi.) Veramente immenso l’apparato fotografico utilizzato con la solita bravura, l’eloquenza delle immagini vale molto!

    1. Grazie Alfio per i bei complimenti! In realtà credo anch’io che la storia la facciamo tutti noi con i soliti gesti di ogni giorno; ed è importante riprenderli con la macchina fotografica perchè poi, ri-guardandoci a distanza di anni scopriamo che gli uomini e le cose erano molto diversi prima! E’ il miracolo del tempo che passa senza che noi ce ne accorgiamo! E’ come quando la mattina mi sveglio e nello specchio vedo sempre e solo il ragazzino che ero! Buona notte!

  3. Circa quanto detto nella conferenza e scritto sopra:

    Ci sono varie versioni sull’arrivo di allievi ed insegnanti dell’Accadermia Navale a Brindisi ed è difficile capire cosa accadde esattamente!
    A prima vista non sembrerebbe possibile che gli educatori e gli allievi dell’Accademia Navale di Livorno siano giunti a Brindisi subito dopo l’8 settembre in quanto Livorno era stata immediatamente occupata dai tedeschi e dai repubblichini (allora si chiamavano repubblicani, il nomignolo fu affibbiato dopo la guerra). Livorno fu liberata dala Terza Brigata partigiana Oberdan Chiesa il 19 luglio 1944, fino allora era occupata, Accademia compresa ovviamente ma che non operava più.

    Circa Trieste è un errore, gli allievi di complemento con gli insegnanti erano a Pola, anzi a Brioni! E quelli in servizio permanente effettivo? a Venezia! e sembrerebbe altrettanto difficile a prima vista che si sia potuti arrivare a Brindisi prima della liberazione della città avvenuta fra il 30 aprile e il 2 maggio 1945 giorno della resa dei tedeschi. Ma…
    Una fonte sul web dice: “Ma in ogni caso, la motonave “Vulcania” partì da Trieste il mattino dell’8 settembre 1943 diretta a Pola per imbarcare gli allievi di complemento dell’Accademia Navale che erano sfollati là. Alla sera del 10 settembre il capitano di vascello Enrico Simola ,comandante dei corsi, non giudicò prudente affrontare la navigazione con equipaggio poco fidato e con centinaia di giovani inesperti.
    Il giorno dopo fece sbarcare tutti gli allievi (che finirono buona parte prigionieri in Germania) e incagliò la nave presso l’isola di Brioni ordinando che fosse sabotata, ma l’ordine non fu eseguito. Il 17 settembre la “Vulcania” venne disincagliata dai tedeschi che la fecero tornare a Venezia carica di soldati italiani sgomberati da Pola.”

    Altra fonte cita che a causa dei bombardamenti che colpirono Livorno tra il 1943 e il ’44, l’Accademia Navale fu dapprima costretta a trasferirsi a Venezia e, successivamente, dopo soli due mesi, a Brindisi, dove rimase fino al 1946 (L. Donolo, L’Accademia Navale. Livorno e la sua Università del mare, Livorno 2006). Qui non si parla nè di Trieste nè di Pola…

    Altra fonte (Brindisiweb) dice: L’Accademia marinara funzionò regolarmente sino al settembre 1943, poi varie furono le vicende che si susseguirono dal momento dell’arrivo e della permanenza nel 1943 a Brindisi della famiglia reale fuggita da Roma.
    Il 14 settembre 1943 giunsero nel porto di Brindisi, provenienti da Venezia e Trieste a bordo delle navi Vespucci, Colombo e Saturnia, gli insegnanti, gli istruttori e gli allievi dell’Accademia navale di Livorno che riprese così a svolgere le sue funzioni nella parte del paese liberata dai nazisti. L’edificio svolse questa nuova funzione fino al luglio 1946.

    Insomma, occorre fare una approfondita ricerca per capire chi e quanti allievi scampati ai tedeschi sono effettivamente arrivati a Brindisi, probabilmente il 14 settembre 1943!

    Cercando si trova finalmente una risposta esaustiva su cosa accadde in quei lontani giorni:

    Dal sito http://www.betasom.it/forum/index.php?showtopic=37756 si ha la risposta, citando un libro:
    Titolo: 8 settembre 1943 – Un episodio poco conosciuto della Marina italiana
    Autore: Mario Casalinuovo
    Casa editrice: Rubbettino
    Anno di edizione: 1999
    Pagine: 55
    Dimensioni: 21×13
    Prezzo: € 6,20

    Dopo i bombardamenti su Livorno del Luglio 1943, l’Accademia Navale fu costretta a trasferire i corsi del ruolo normale a Venezia e quelli di complemento per lo Stato Maggiore a Brioni (Pola).
    L’autore, successivamente divenuto avvocato penalista, racconta la tragica esperienza vissuta a seguito dell’armistizio dell’8 settembre mentre frequentava a Brioni il IX Corso preliminare navale per gli Ufficiali di Stato Maggiore di complemento.
    Il libro, di appena 55 pagine che si leggono d’un fiato, rappresenta una piccola pagina di storia della nostra Marina inserita nel quadro complessivo degli avvenimenti di quel periodo. Il suo pregio è quello di offrire uno spaccato di come furono vissuti quei giorni all’interno dell’Accademia, raccontando reazioni, sensazioni e stati d’animo di Allievi e Ufficiali alla notizia della “fine della guerra” cui, invece, seguì l’amara realtà delineatasi con l’arrivo a Brioni dei Tedeschi.
    La confusione che regnava negli ambienti militari subito dopo la dichiarazione di armistizio non aveva, tuttavia, impedito ai vertici dell’Accademia di organizzare l’evacuazione e il trasferimento al sud di Allievi e Ufficiali, sia da Venezia che da Brioni, ma non tutto andò come sperato. Mentre, infatti, la motonave Saturnia compì felicemente il suo viaggio da Venezia a Brindisi, la motonave Vulcania, giunta a Brioni solo all’alba del 10 settembre, non venne più fatta ripartire per il pericolo dei sommergibili tedeschi e fu portata ad arenarsi sui bassi fondali.
    Lo sbarco a Brioni dei Tedeschi il giorno 12 cancellò poi ogni speranza di salvezza.
    L’autore, che molto si rammaricò della decisione di non salpare presa allora dal Comando dell’Accademia, ne addebita la causa non solo al ritardo con il quale giunse la nave ma anche al tempo prezioso che fu sprecato nelle operazioni di imballaggio e di imbarco di tante masserizie inutili e in accese discussioni sull’opportunità di partire o meno (Il Comandante dell’Accademia, mentre tutti erano già imbarcati, si recò a Pola a conferire con l’Ammiraglio comandante della piazzaforte).
    I fatti sono narrati con pacatezza ed indulgenza nonostante l’eccitazione e la delusione provate in quei giorni a cui seguirono le sofferenze patite durante la prigionia in un campo di lavoro tedesco. L’uniforme da marinaio, inoltre, impedì agli Allievi di usufruire del trattamento meno duro riservato in prigionia agli Ufficiali.
    Ma quel “giro di bitta”, che ciascuno di loro sentiva ormai di diritto cucito sulla pelle, alla fine è arrivato. Ci sono voluti trent’anni perchè il Corso, interrotto bruscamente nel settembre del 1943, venisse chiuso con la legge n. 858 del 18 dicembre1973 che ha riconosciuto il grado di Guardiamarina a tutti gli Allievi che lo avevano frequentato.

    Ecco ciò che si legge a pag. 9 del suo libro: “Era accaduto, infatti, che dopo i bombardamenti di Livorno, che si andavano peraltro intensificando, l’Accademia Navale aveva così deciso: gli accademisti effettivi avrebbero continuato i loro corsi a Venezia; quelli di complemento, per lo Stato Maggiore o ruolo naviganti, come noi eravamo, nell’isola di Brioni (Pola)… A pag. 40 inoltre, l’Autore fa un elenco delle pubblicazioni in cui si rinviene qualche sommaria notizia del suo Corso. In particolare, citando il volume “L’Accademia Navale”, a cura dell’USMM, 1881-1981 edito nel 1981 (dovrebbe essere il volume scritto da Gino Galuppini in occasione del centenario dell’Istituto), ne riporta quanto scritto a p.142: “Il IX Corso fu ricostituito a Brindisi con i pochi allievi che raggiunsero questa località e che furono 13 di Stato Maggiore, 3 di Commissariato e 3 di Capitaneria di Porto”…. Poi a p. 201: “a Brindisi oltre gli Allievi dei Corsi normali, giunsero anche alcuni allievi dei Corsi preliminari fuggiti da Brioni, per i quali fu costituita una Sezione del IX Corso”. In conclusione l’autore fa questa considerazione: “Può darsi che ci sia altro, ma sempre, ritengo, in via sommaria e del tutto generica, a giudicare dalle citazioni riportate e tratte dalle pubblicazioni ufficiali dell’Accademia Navale. Non ho mai saputo della sezione del IX Corso istituita a Brindisi. Ma come arrivarono a Brindisi i pochi allievi che si vuole fuggiti da Brioni? Ho dei dubbi a questo proposito. Comunque a Brioni eravamo soltanto allievi di Stato Maggiore e non di Commissariato o di Capitaneria di Porto. A Brindisi, invece, arrivarono gli altri allievi ufficiali effettivi partiti da Venezia col Saturnia.

    Dopo le precisazioni di GM Andrea, ho voluto approfondire la questione. Sono quindi andato a rispolverare dalla mia libreria il volume di Aldo Santini “Livorno Ammiraglia – cento anni di Accademia Navale”.
    Nel cap. XIII – Odissea e diaspora degli allievi: Venezia, Brioni Brindisi. Dopo tre anni tornano a Livorno- a pag. 255 e segg si legge: “Il trasferimento (a Venezia) ebbe luogo il 14 luglio e già il 17 l’Accademia cominciava a funzionare nel sole del Lido veneziano. Due mesi avanti i 302 allievi del primo anno avevano anticipato l’imbarco sulle navi scuola Colombo e Vespucci che dal 1940 non avevano più lasciato l’Adriatico. E nel medesimo periodo i 267 allievi del secondo anno erano stati dirottati al campeggio estivo di Colle Isarco nell’Alto Adige, pochi chilometri dal Brennero. In luglio, perciò, sbarcarono all’Excelsior (l’albergo veneziano che ospitava gli allievi) solo i 249 allievi del terzo anno. A Livorno rimasero i corsi per laureati, per medici e commissari e quattrocento allievi, più o meno, dei corsi preliminari navali. Si stabilì di distaccare una sezione a Brioni, l’isola istriana del turismo di lusso…..Brioni fu attrezzata per accogliere gli allievi di complemento….. La seconda classe dette gli esami a Colle Isarco e divenne la terza scendendo a Venezia in agosto. L’8 settembre….la situazione dell’Accademia era la seguente: a Venezia c’erano 500 concorrenti al tirocinio preliminare per la prima classe, 267 allievi della terza classe con 45 ufficiali, inclusi quelli che si trovavano a bordo della Colombo e della Vespucci in navigazione fra Venezia e Trieste con 261 allievi della seconda classe. A Livorno: 279 allievi dell’ottavo corso preliminare navale, cioè di complemento, 7 allievi sottotenenti commissari e 15 sottotenenti di capitaneria di porto con 31 ufficiali. A Brioni 739 allievi del nono corso preliminare navale con 23 ufficiali.

    Per documentarsi un pò, leggere anche Luciano Casella-La Toscana nella Guerra di Liberazione, Ed.La nuova Europa editrice, Carrara 1972, e Roberto Battaglia, Storia della Resistenza in Italia, ed. Einaudi, 1953, e dare anche una occhiata al web, che fra tante sciocchezze dà anche buone informazioni anche a chi deve fare delle conferenze.

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