Tuturano: Campo di Concentramento PG 85

 

P1520603“Salvare una pietra è donare agli altri storia e cultura.  Le pietre parlano. Bisogna solo saperle ascoltare, ci racconteranno la storia e le storie di vari secoli. ”

Non tutti sanno che in Puglia, durante la seconda guerra mondiale, esistevano diversi campi in cui hanno soggiornato i prigionieri anglo-americani, che dopo l’otto settembre del 1943 sono diventati, di fatto, i nuovi alleali dell’Italia.

Il campo di concentramento PG 85, ubicato presso la masseria Paticchi, nella bella e fertile campagna di Tuturano,  è stato uno di questi e attualmente – come dimostrano le nostre foto –  versa in uno stato di totale abbandono. E’ nostra convinzione che questa struttura vada salvata dall’incuria, risistemata e offerta alla comunità, facendone punto di riferimento del dolore del passato e della speranza per il futuro.

E’ costituito da una serie di fabbricati in cui erano alloggiati i prigionieri. Un tunnel sotterraneo, secondo il racconto c l’immaginario di alcuni, porterebbe fino al mare, più verosimilmente era un rifugio antiaereo o un deposito interrato.

Accompagniamo il report fotografico di Brundarte alla bella ricostruzione della storia del PG 85 di Vito Maellaro e al video realizzato da Andrea Ecclesie.

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Alla data del 10 settembre 1943 intorno a Tuturano vi era il dispiegamento della Divisione Fanteria “Piceno”, tra Mesagne, Latiano, Oria e Francavilla Fontana, mentre il Centro addestramento della divisione “Legnano” era accampato a S. Pietro Vernotico. Il bosco Colemi, ricordano le persone anziane, era utilizzato per l’accampamento delle truppe in procinto di imbarcarsi dal porto di Brindisi.

Comandante del campo di Tuturano è stato il Colonnello Favia, brindisino. La documentazione relativa ai campi di prigionia e detenzione in Italia, durante la seconda guerra mondiale, è molto scarsa. In quasi tutte le regioni vi erano campi, più di 400 secondo alcuni storici, gestitigeneralmente dalle milizie fasciste, in funzione dell’internamento civile o militare. Vi erano campi di concentramento per ebrei e oppositori politici, per prigionieri di guerra, per smistamento e transito, per smistamento e lavoro coatto, per raccolta profughi, per reclusione.

Malgrado le ricerche effettuate non esiste una documentazione riguardo al campo PG85, forse perchè gli archivi del Ministero della Guerra furono distrutti prima della partenza del re per Brindisi. Le notizie arrivano soprattutto dai reduci di guerra Alleati. A Roma, presso l’Ufficio storico dell’Esercito, è stato trovato il documento, all’epoca segreto, avente la seguente intestazione:

“SITUAZIONE PG DELL’IMPERO BRITANNICO E SUOI ALLEATI DIVISI PER NAZIONALITA’ E GRADO ALLA DATA DEL 15 LUGLIO 1942”

In questo documento si rileva che, a tale data, nel campo di Tuturano PG 85, vi soggiornavano:

124 sottufficiali inglesi

1.447 militari di truppa inglesi

1 militare di truppa indiano

16 sottufficiali sudafricani

147 militari di truppa sudafricani

10 sottufficiali neozelandesi-canadesi e altri britannici

146 militari di truppa neozelandesi-canadesi e altri britannici

2 ufficiali inferiori francesi degaullisti – polacchi –greci- norvegesi – slavi (nota: degaullisti)

1 militare di truppa francesi degaullisti – polacchi –greci- norvegesi – slavi (nota: degaullista)

1.894 totale militari presenti

Dalle numerose foto di allora si può constatare che, i prigionieri Alleati, nei campi di concentramento in Italia, erano in buone condizioni, sia di vestiario che di nutrizione.

Trooper Gilbert MH Knott della 4a Royal Tank Regiment, 54a Royal Armoured Corps, catturato in Nord Africa, prigioniero dal giugno 1942 a maggio 1945, ha soggiornato presso il campo PG 85 di Tuturano dal 28 novembre 1942 fino al 26 maggio 1943. La sua è una testimonianza particolareggiata. Sbarcato a Brindisi arriva al campo di Tuturano e scrive: “la prima notte ho dormito bene”. L’alimentazione, consiste in pane, pasta (maccheroni), riso, formaggi, cioccolato, salmone, frutta, verdura e scatolame. Arrivano poi, al campo i pacchi della Croce Rossa Internazionale, provenienti dalla Nuova Zelanda, dal Canada, dall’Inghilterra, con generi di conforto quali sigarette, biscotti, the, libri, e c’è la possibilità di acquistare altri generi alimentari, persino il vino, e non, nello spaccio del campo. Era in uso anche il baratto con i soldati italiani. Certamente le calorie giornaliere non erano sovrabbondanti, ma dalle foto dei prigionieri Alleati nei campi italiani si può rilevare che non c’è denutrizione e in alcuni campi si effettuano gare sportive. E’ per questo che molti ex prigionieri  sono tornati a Tuturano, in fondo c’è un buon ricordo, anche se non può essere considerato un periodo bello.

Trooper ha registrato le cose essenziali di ogni giornata trascorsa, dalle condizioni meteorologiche all’alimentazione, agli episodi più significativi:

il 5 dicembre 1942 è mancata la corrente e la giornata è stata molto fredda

il 19 dicembre 1942 nel campo ci sono stati ben 7 morti dovuti a polmonite, dissenteria, meningite

la notte tra il 14 e 15 dicembre 1942 Brindisi è stata bombardata e il giorno di Natale è stato molto piovoso

il giorno 12 febbraio 1943 è stato ventoso, ma bello

il 28 febbraio il Nunzio del Vaticano ha visitato il campo.

Non manca l’occasione per fare un bagno caldo. Le condizioni di vita variano da campo a campo e in alcuni casi erano comuni: fame nei primi giorni di prigionia, sovraffollamento nei campi di transito (tra cui il campo di Tuturano PG 85), scarsa igiene, proteste, rapporti difficili tra italiani e prigionieri.

All’inizio del 1942 Tuturano ebbe una epidemia di meningite, che allarmò italiani e prigionieri: un medico italiano certificò molte morti, presumibilmente per meningite, causate anche dalla malnutrizione. La disciplina era aspra, o almeno contraria alla Convenzione di Ginevra; alcuni uomini furono legati agli alberi per i piedi, dalle due alle dieci ore, per avere barattato i propri stivali con il pane dei soldati italiani. Quando la Croce Rossa Internazionale individuò il campo di Tuturano, inviò pacchi di “conforto”; la scarsità di combustibile per le cucine divenne un problema, che i prigionieri risolsero usando le imposte delle finestre delle baracche. In poche settimane sparirono 150 imposte tra il disappunto degli italiani. I contatti con la popolazione italiana erano più diretti e comprensivi, ma nel campo di Tuturano un cuoco civile italiano fu messo in punizione per aver procurato ai prigionieri, con risorse proprie, delle torte speciali per Natale.

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Nel dicembre del 1942 nel campo di Tuturano scarseggiavano le cure mediche e si usava indiscriminatamente il bismuto per la dissenteria, l’influenza, la lombalgia, i reumatismi. Le richieste di ricovero in ospedale erano ignorate e le condizioni venivano aggravate dalla mancanza di medicinali, di attrezzature e dalla carenza di assistenza sanitaria. I pacchi di medicinali della Croce Rossa Internazionale salvarono parecchi uomini.

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I prigionieri, una volta sbarcati a Brindisi, venivano “disinfettati” e inviati a piedi nel campo PG 85 di Tuturano, in cui gli alloggi erano insufficienti. E mentre gli ufficiali prigionieri erano sistemati in baracche di legno, la truppa era alloggiata alla meglio in tende, in un mare di fango e dormiva su pagliericci con due coperte. Un posto di lavaggio ed una latrina per gli ufficiali, la truppa, invece, aveva a disposizione due piccole vasche per lavarsi e una fossa profonda tre metri per la latrina.

Il cibo consisteva in pane, pasta o riso, frutta e verdura fresca, che poteva essere pagata anche a parte. I prigionieri avevano a disposizione sigarette, carte da gioco e giornali.

Il 13 marzo 1943, dopo la scoperta di un focolaio di meningite, che provocò numerosi morti, i prigionieri furono tenuti in quarantena fino a maggio. In questo periodo ci furono casi di prigionieri legati agli alberi come punizione per tentativi di fuga o disobbedienza agli ordini del comando italiano.

La popolazione civile tuturanese aveva un comportamento amichevole nei confronti dei prigionieri, cui forniva anche clandestinamente prodotti alimentari.

Questo il VIDEO prodotto da Andrea Ecclesie

 

Fonte

Vito Maellaro –  www.iltimonedibrindisi.com

Si ringraziano Mario Carlucci e Andrea Ecclesie per la collaborazione

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1 commento

  1. I am writing a book about an English POW in Italy and I come over for research often. Is it possible to meet?

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