Il Banco di Napoli a Brindisi

Subito dopo la Prima Guerra Mondiale, furono realizzate gran parte delle trasformazioni che interessarono il nostro centro storico. Seguendo una logica di svecchiamento ed ammodernamento fu stravolta la fisionomia della vecchia Piazza Vittoria; i vecchi fabbricati furono abbattuti e al loro posto costruiti il Palazzo delle Poste e quello del Banco di Napoli; molto tempo dopo, anche il palazzo INPS.
Il palazzo del Banco di Napoli fu inaugurato in pompa magna il 22 novembre 1931 alla presenza del re Vittorio Emanule III.
Situato in posizione strategica all’incrocio dei tre corsi, si sviluppava su due piani in perfetto stile neoclassico.
Negli anni ’70, considerato insufficiente ai nuovi bisogni fu abbattuto e ricostruito nella sua forma attuale.
Le prime 3 sono immagini della fototeca Briamo (presso Biblioteca Pubblica Arcivescovile “A. De Leo”), che ci mostrano sia il momento dell’inaugurazione che gli anni successivi;
La quarta foto appartiene all’Istituto Luce ed è accompagnata da questa didascalia: “22.11.1931, Vittorio Emanuele accompagnato da un folto gruppo di persone (ripreso di spalle), entra nella sede del Banco di Napoli di Brindisi”.

Il Banco di Napoli a Brindisi – Prima, durante e dopo i lavori di restyling 2019-2020

L’importanza che il Banco di Napoli doveva avere all’indomani della Prima Guerra Mondiale, fu confermata dalla centralità dell’edificio – all’incrocio dei tre corsi, e dalla presenza del re Vittorio Emanuele III all’inaugurazione del 22 novembre 1931.
Troppo frettolosamente, però, l’antico edificio venne abbattuto negli anni ’70 per far posto ad un più funzionale edificio moderno che tuttora campeggia nella sua imponenza sull’intera area di piazza Vittoria.
Nel nuovo progetto, però, a differenza di quello antico che prendeva la luce dai dieci finestroni laterali, gli alti marmi che cingevano l’edificio impedivano una sufficiente illuminazione interna, rendendo la sua figura complessivamente austera e poco efficiente.
Alla fine del 2019 iniziavano, quindi, i lavori di ammodernamento dell’edificio per renderlo adeguato alle nuove necessità e, con l’occasione venivano create anche delle ampie aperture nelle superfici murarie affacciate sui due corsi, allo scopo di dare una soluzione al vecchio problema della scarsità di luce.
L’isolamento e il blocco delle attività conseguente al covid-19, ha ritardato i lavori che si sono conclusi soltanto a fine 2020; ed è questo anche il motivo per cui noi vi proponiamo le nostre foto che documentano il tutto soltanto adesso.

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