Il tempietto di S. Lorenzo Martire – Mesagne (Br)

Mesagne (BR) – Tempietto di S. Lorenzo martire.

All’ingresso della città di Mesagne, provenendo da Brindisi, si incontra immediatamente sulla sinistra (nei pressi del Penny), un piccolo tempio di età tardo-romana o proto-bizantina, dedicato a S. Lorenzo martire.

Alla chiesa è stata tolta la dizione “fuori le mura” perchè,  con il passare del tempo, è stata inglobata nella parte nuova del paese.

Per poterla visitare è sufficiente bussare alla casa di fianco alla chiesetta, dove vivono gli anziani custodi.

IL SANTO

Lorenzo nacque a Osca (Huesca), città della Spagna, nella prima metà del III° secolo. La letteratura cristiana racconta che,  “Ancora giovane, fu inviato a Saragozza per completare gli studi umanistici e teologici; fu qui che conobbe il futuro papa Sisto II. Questi insegnava in quello che era, all’epoca, uno dei più noti centri di studi della città e, tra quei maestri, il futuro papa era uno dei più conosciuti ed apprezzati. Tra maestro e allievo iniziò un’amicizia e una stima reciproca. Entrambi, seguendo un flusso migratorio allora molto vivace, lasciarono la Spagna per trasferirsi a Roma.” (1)

Ivi Lorenzo “si distinse per la sua pietà, carità verso i poveri e l’integrità di costumi. Grazie alle sue doti, Papa Sisto II lo nominò Diacono della Chiesa. Doveva sovrintendere all’amministrazione dei beni, accettare le offerte e custodirle, provvedere ai bisognosi, agli orfani e alle vedove. “(2) “Con l’ascesa al trono di Valeriano, viene dunque la persecuzione, e dapprima non sembra accanita come ai tempi di Decio. Vieta le adunanze di cristiani, blocca gli accessi alle catacombe, esige rispetto per i riti pagani. Ma non obbliga a rinnegare pubblicamente la fede cristiana. Nel 258, però, Valeriano ordina la messa a morte di vescovi e preti. Così il vescovo Cipriano di Cartagine, esiliato nella prima fase, viene poi decapitato. La stessa sorte tocca ad altri vescovi e allo stesso papa Sisto II, ai primi di agosto del 258. Si racconta appunto che Lorenzo lo incontri e gli parli, mentre va al supplizio. Poi il prefetto imperiale ferma lui, chiedendogli di consegnare “i tesori della Chiesa”.(3)

“Narrasi che all’Imperatore Valeriano, che gli imponeva la consegna dei tesori della Chiesa, Lorenzo abbia portato davanti dei poveri ed ammalati ed abbia detto “Ecco i tesori della chiesa”. (2)

“In seguito Lorenzo fu dato in custodia al centurione Ippolito, che lo rinchiuse in un sotterraneo del suo palazzo; in questo luogo buio,umido e angusto si trovava imprigionato anche un certo Lucillo, privo di vista. Lorenzo confortò il compagno di prigionia, lo incoraggio, lo catechizzò alla dottrina di Cristo e, servendosi di una polla d’acqua che sgorgava dal suolo, lo battezzò. Dopo il Battesimo Lucillo riebbe la vista. Il centurione Ippolito visitava spesso i suoi carcerati; avendo constatato il fatto prodigioso, colpito dalla serenità e mansuetudine dei prigionieri, e illuminato dalla grazia di Dio, si fece Cristiano ricevendo il battesimo da Lorenzo. In seguito Ippolito, riconosciuto cristiano, fu legato alla coda di cavalli e fatto trascinare per sassi e rovi fino alla morte. Lorenzo fu bruciato vivo sulla graticola, in luogo poco lontano dalla prigione; il suo corpo fu portato al Campo Verano, nelle catacombe di Santa Ciriaca.

G.F. Barbieri detto il Guercino, Il Martirio di S. Lorenzo, XVII sec.

Il Martirio di san Lorenzo è datato dal martirologio romano il 10 agosto del 258 dopo Cristo. A ricordare questi avvenimenti furono erette a Roma tre chiese: San Lorenzo in Fonte (luogo della prigionia), San Lorenzo in Panisperna (luogo del martirio) e San Lorenzo al Verano (luogo della sua sepoltura).” (2)

LA STRUTTURA

“Il piccolo tempio così come si presenta oggi, deve essere interpretato come il risultato di diversi interventi di ricostruzione e restauro che hanno segnato, in modo determinante, il suo aspetto architettonico originario. L’analisi dell’iconografia rivela immediatamente l’importanza del monumento, la cui costruzione si può con certezza collocare nell’ambito dei primi secoli dell’era cristiana (V-VI secolo d.C.). Il particolare sviluppo planimetrico permette di attribuire al periodo paleo-cristiano il Tempietto. Pur essendo di modestissime dimensioni (largh. 11 m. – lungh. 14 m. ca) esso presenta una planimetria interessante che, allo stato attuale degli studi, è un unicum in Puglia.

Lo spazio interno è ripartito in due zone, da ovest verso est. La prima zona si sviluppa in tre navate, in cui la centrale è quasi il doppio di quelle laterali.L’area presbiteriale è articolata secondo la planimetria tricorica che è costituita dalla disposizione di tre absidi semicircolari sui tre lati di un vano quadrato. Le due zone sono perfettamente integrate tra loro. Il vano centrale del presbiterio è sormontato da una cupoletta e le tre absidi da semicupole. Il presbiterio per l’iconografia che lo contraddistingue può essere definito un triconco, oppure una tricora (*)..L’origine di tale planimetria si colloca nella tradizione architettonica del mondo romano-ellenistico, che conobbe la sua diffusione a partire dal III secolo d.C.” (4) “Manca della facciata (…) La copertura originale si ritiene sia crollata nel XVI secolo e, sostituita con l’attuale volta a botte. Le fiancate furono rifatte  nel sec. XVII per allargare le navate laterali che comunicano con la centrale attraverso archetti poggianti sopra pilastri quadrangolari.” (6)

Impianto basilicale a tre navate, con abside triconca coperta a cupola nella parte centrale.
Visione lato sud-est
Visuale lato nord.
Finestre monofore.

“È interessante rilevare che l’altezza della cupola corrisponde a quella dell’altezza del triangolo equilatero avente per base la lunghezza dello stesso monumento (nello sviluppo delle tre absidi con l’innesto della cupola si enuncia il mistero della Unità e Trinità di Dio). Come rilevò Rosario Jurlaro, “quest’ultimo interessante rapporto tra base ed altezza pone la chiesa di San Lorenzo di Mesagne al di sopra delle comuni costruzioni artigianali, progettata quindi con quel rigore geometrico così caro agli architetti dei primi secoli cristiani”. Probabile che la struttura a trifora possa essere reimpiego o reinterpretazione di un manufatto collocato in un piccolo centro rurale lungo l’Appia (…)

Triangolo equilatero avente per base la lunghezza dello stesso monumento
Visione prospettica dell’edificio.

Nel 1575 la chiesa, già di rito greco e in possesso della diocesi almeno dal 1260, venne ceduta dall’arcivescovo Bernardino de Figueroa al capitolo della collegiata di Mesagne. L’abbandono dell’edificio nel corso del XVI secolo e il suo riuso nel successivo, può legarsi al rapporto fra città e territorio, al progressivo espandersi dell’abitato nella fascia suburbana dei giardini.” (5) Nella seconda metà del XIX secolo la basilichetta fu adattata a deposito comunale. Dopo i restauri avviati nel 1986 la chiesa è stata riconsacrata e riaperta al culto nel 1998.

Come si vede dall’immagine, la chiesetta un tempo terminava con il nartece  (**) coperto con capriate di legno e tegole e, probabilmente, anche  i segni di pitturazione che ancora si vedono all’esterno dell’edificio, dovevano essere degli affreschi portati via nel tempo, dalla pioggia e dalle intemperie.

Nartece coperto con capriate di legno prima e scoperto dopo.
Attuale spazio del Narcete.
Nartece scoperto. (part.)
Finestra (part.)
Tracce di pittura sul muro.
Ingresso
Part. dell’ingresso (architrave).
Esterno del Nartece (part.)
Esterno del Nartece (part.)

INTERNO

Nella zona del catino absidale si possono osservare alcuni frammenti degli affreschi che, variamente datati tra il XII  e XIV secolo, dovevano in origine rivestire interamente le pareti dell’edificio.

Fondo dell’abside.
Archi di comunicazione con le navate laterali.
Crocifisso.
Statua di S. Lorenzo opera dello scultore G. Di Giorgio, donata in anni recenti, dalla sig.ra Vaccaro alla chiesa.
Resto dell’ultima cena. (7)
Resto dell’aureola del Pantocratore. (7)
S. Lorenzo M. (7)
S. Antonio A. (?) S. Stefano M. (?)  (7)
S. Leonardo A. (?)   (7)
S. Benedetto A. (?)  (7)
Frammenti non catalogati. (7)
Resto dell’Annunciazione. (7)
Costantino ed Elena (?)  (7)

“Merita una particolare menzione la presenza di un’iscrizione in lingua greca(…) Il contenuto dell’iscrizine  rientra nel più tradizionale formulario di quelle votive, di cui sono stati raccolti numerosissimi esempi nelle varie cripte salentine ed in primo luogo di Carpignano (Le). Il probabile incipit sarà stato: Ricordati Signore del tuo servo, immediatamente seguito dal nome del committente… “

Iscrizione in lingua greca. (7)

“Questo piccolo monumento riconsacrato a S. Lorenzo martire nel 1988,(…) è da considerarsi dunque, un’importante testimonianza  di un periodo storico ormai lontanissimo che, con molta difficoltà, oggi gli studiosi cercano di ricostruire.” (4)

Note
(*) Nella primitiva architettura cristiana e in quella bizantina, cella t. (o assol. tricora s. f.), ambiente rettangolare (di culto, memoria di un martire, ecc.) con absidi su tre lati. Fonte Treccani.

(**) Il nartece è una struttura tipica delle basiliche dei primi 6-7 secoli del Cristianesimo. Esso collega le navate con l’esterno della chiesa, ed ha la funzione di un corto atrio largo quanto la chiesa stessa.
Il termine deriva dal greco (nárthēx), “bastone, flagello” (latino: narthex), simbolo di pentimento e punizione. Anticamente il nartece aveva infatti la funzione di ospitare catecumeni e soprattutto pubblici penitenti ma, perse queste funzioni, è andato scomparendo a partire dal VII secolo. Fonte Wikipedia

Un ringraziamento all’amico Mario Carlucci che ha collaborato con me nella ripresa delle immagini.

Bibliografia e sitigrafia:

“Legenda: allo scopo di non tediare il lettore con la ripetizione delle fonti citate, è stato attribuito un numerino per ogni opera consultata, che si ritroverà al termine della citazione e che consentirà l’esatta attribuzione bibliografica o sitografica.”
(1) http://it.wikipedia.org/wiki/San_Lorenzo

(2) http://pellegriniaroma.org/pellegrinaggi-cittadini-urbani-roma/san-lorenzo-pellegrinaggio-urbano-roma/

(3) http://www.santiebeati.it/dettaglio/21350

(4) M. Andreano – Tempietto di S. Lorenzo a Mesagne – Nuovo studio – pdf

(5) http://www.brindisiweb.it/arcidiocesi/chiese/mesagne/sanlorenzo.htm

(6) R. Jurlaro, Storia e cultura dei monumenti brindisini. Ed. Amici della De Leo stampato da editr. salentina – Galatina (LE) 1976

(7) F. Campana, Il tempietto di S. Lorenzo martire a Mesagne. Ed. Neografica Latiano (BR), giugno 2002

0 commenti

  1. Molto interessante ed esaustivo. Finalmente riesco a vedere gli interni di questo edificio che per lo più è chiuso al pubblico. Grazie anche per le foto molto ben fatte. Complimenti

    1. Grazie per il gentile commento! Se vuole potrà visitare comodamente il tempietto, perchè la custodia e la chiave sono affidate ai signori che abitano a fianco. Sono molto cortesi ed appena vedono qualcuno che si aggira nei dintorni lo invitano ad entrare nella chiesa come hanno fatto con me ed il mio amico! Buona giornata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *