Case INCIS in Piazza S. Teresa – Brindisi

“Nell’intento di fornire agli impiegati civili e militari dello Stato, nelle città capoluogo di provincia, alloggi a condizioni favorevoli, fu istituito, con r.d. 25 ottobre 1924 n. 1944, l’lstituto nazionale per le case degli impiegati dello Stato con sede a Roma e rappresentanze nelle città capoluogo di provincia.

Il primo intervento dell’INCIS si registrò a Brindisi in seguito all’acuirsi della crisi abitativa, con la costruzione del primo lotto di case a piazza S. Teresa, completato nel 1929, che si aggiunse ai venti alloggi per ferrovieri, già costruiti nel 1926 dalle Ferrovie dello Stato.

Esso si compone di un corpo di fabbrica di vaste dimensioni, con 14 appartamenti comodi e dotati tutti di servizi igienici interni, curato nel prospetto dalle citazioni classiciste: pronao d’ingresso sostenuto da colonne tuscaniche sulle brevi rampe di scale d‘accesso ai portoni, archi a tutto sesto di memoria classica all’ultimo ordine del terrazzo.” (1)

Per capire come mai l’INCIS, organismo nato nel ’24 per costruire o assegnare in locazione abitazioni ai dipendenti dello Stato, dando priorità a quelli con minore stipendio, abbia deciso di costruire a Brindisi case con indubbio pregio architettonico, coniugando canoni estetici di alto livello con caratteristiche di elevata funzionalità, dobbiamo tener presente la circostanza che più di ogni altra cosa ha contribuito a cambiare il volto alla città: Brindisi nel 1927 diviene capoluogo e il regime fascista, che aveva aspirazioni imperiali, individuò nel porto di Brindisi la base militare per le operazioni navali.

Da quel momento si decise che la città doveva cambiare volto, rendendo i suoi quartieri funzionali alle nuove esigenze di rappresentatività del regime. Per questo fu deciso l’abbattimento dei quartieri di S. Pietro degli Schiavoni e delle Sciabiche che veniva così descritto nella relazione del Piano:

“E’ il più antico dei rioni della città vecchia ed è composto da una doppia fila di miseri abituri, divisi da una strettissima strada…Tali case, in gran parte lesionate, sono in gran parte umidissime per le infiltrazioni attraverso il terrapieno, sono prive di aria e di luce, non hanno cessi e non possono essere collegate con la rete idrica e con la fognatura…coperte a tegole e con solai in legno; le suddette case sono ricettacolo di insetti…”. (2)

Sul lungomare fu quindi creata la Piazza S. Teresa, la scalinata delle colonne romane, la stazione marittima, il muraglione di contenimento lungo il seno di Levante.

“Il punto fermo del piano doveva essere la nuova arteria stradale che dall’intersezione dei corsi doveva arrivare a Piazza S. Teresa divenendo l’asse privilegiato della rappresentatività del regime. Lungo questa nuova strada si sarebbero dovute affacciare le quinte monumentali di tutti gli edifici pubblici che erano appunto previsti tra Piazza Vittoria e l’attuale Piazza S. Teresa, e quest’ultima era concepita come luogo degli edifici pubblici più rappresentativi: fu infatti costruito il Palazzo della Prefettura (e le case INCIS per i suoi dipendenti) mentre il palazzo del Littorio, che pure era previsto, non fu mai realizzato; in Piazza Vittoria furono costruiti il Palazzo delle Poste e il Banco di Napoli.” (2)

Fotografia dei lavori di costruzione del I° lotto case INCIS, rione S. Teresa, 1928-1929 (1)

Fotografie del fabbricato all’attualità

Immagini riprese dalla motobarca Brindisi-Casale

Bibliografia:

(1) Brindisi 1927-1943 da Capoluogo a Capitale, i progetti, le architetture. Mostra documentaria AdS e Ordine degli Architetti della provincia di Brindisi.  1994, Ed. Alfeo

(2) Storia e progetto  della riqualificazione urbana. Strategie future per Brindisi, Donato Caiulo. Schena Ed. maggio 2000

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