Il Collegio degli Augustali brindisini

Immaginiamo di essere nell’anno 32 d.C. in una delle strade più importanti di Brindisi; due persone molto ben vestite, appartenenti alla classe agiata, attraversano a passo svelto il decumano inferiore. Sono due liberti eletti nel collegio degli Augustali e altri 8 li stanno aspettando, ma, sono in ritardo.
– Tutta colpa tua, dice Pomponius rivolto al collega Aurelius, non ci dovevamo fermare davanti a quella bancarella del porto che vendeva libri greci usati, la tua passione. Ci ha fatto perdere troppo tempo, gli altri ci staranno aspettando!
– Sai bene Aurelius che non è stato questo il motivo del ritardo: nessuno poteva prevedere che una mandria di asini che trasportava olio, vino e grano da caricare su una nave che partiva per l’Oriente ci avrebbe intralciato nel passaggio; comunque siamo arrivati.
I dieci Augustali brindisini si ritrovano alfine tutti riuniti nel Tempio di Augusto per decidere su una questione di grande importanza. Il Prefetto Seiano, un tempo il “favorito” dell’Imperatore Tiberio, era stato giustiziato l’anno precedente con l’accusa di tradimento, per aver cospirato contro l’Imperatore con l’intenzione di succedergli. Ma non era della morte di Seiano che dovevano parlare, che, comunque sia andata, con processo sommario era stato condannato a morte e colpito da “damnatio memoriae”. E’ certo che a Roma il senato infierì e il furore popolare si scatenò contro Seiano, la sua famiglia, i suoi amici.
Il punto è, diceva Spedius, che in tutta Italia e nelle province, si stanno svolgendo manifestazioni di lealtà e voti per la salvezza dell’Imperatore e per la conservazione della libertà del popolo romano. A Capena, è stata dedicata un’iscrizione a Tiberio in relazione alla congiura di Seiano.
Ad Interamna, l’odierna Terni, nel 32, solo pochi mesi dopo il supplizio di Seiano, fu fatta una dedica alla Libertas Publica del popolo romano, citando la Providentia di Tiberio; a Gortina nell’isola di Creta, nello stesso anno P. Viriasio Nasone ha consacrato un monumento al Numen e alla Providentia di Tiberio in memoria del 18 ottobre, che fu il giorno del supplizio di Traiano.
Non sappiamo di relazioni speciali di Tiberio con Brindisi, che sicuramente il futuro Imperatore avrà visitato più di una volta nei suoi ripetuti viaggi in Oriente. Abbiamo però testimonianze di una statua eretta dalla città a Druso figlio di Tiberio. Essendo nota la diffidenza dell’Imperatore nei confronti di chi non gli manifestava dovuta dedizione, il collegio degli Augustali di Brindisi stabilì quindi di erigere una statua in onore dell’Imperatore in posto cospicuo della città, sulla cui base doveva essere apposta la lastra con epigrafe onoraria dedicata all’Imperatore denominato “…conservator patriae”, da parte dei dieci augustali brindisini per “libertate restituta”.
Poco meno di 2000 anni dopo, esattamente nel novembre del 1963, questa iscrizione su pietra di Carovigno, importante per la storia romana e di Brindisi in particolare, con cornice in alto e in basso, spezzata in sette frammenti e mutila ai lati, è stata ritrovata durante i lavori eseguiti nel piazzale antistante l’ingresso dell’Ospedale Provinciale “A. Di Summa”. Nello stesso sito è stata scoperta una tomba ed è ragionevole supporre che la lastra sia stata riadoperata a coprire un’altra tomba. La statua non fu ritrovata.
Ancora all’Imperatore Tiberio rimanda un’epigrafe recuperata a distanza di circa 20 anni dalla prima, sempre nel quartiere Cappuccini. L’iscrizione è una nuova attestazione di riconoscenza alla persona dell’Imperatore Tiberio da parte dei brindisini.
Bibliografia:
Attilio Degrassi, Una dedica degli Augustali brindisini a Tiberio.pdf
Angela Marinazzo, Museo Archeologico Provinciale “F. Ribezzo” di Brindisi. M. Adda Ed. 2004
E’ possibile ammirare tutti i reperti qui fotografati presso il Museo Archeologico Provinciale “F. Ribezzo” di Brindisi, in piazza Duomo

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