Chiesa di S. Anna – Mesagne (Br)

La Chiesa di Sant’Anna si erge in piazza Orsini a Mesagne ed è affiancata dal castello Normanno Svevo, in un insieme dall’effetto scenico tipicamente Barocco.

L’intero complesso sarebbe stato voluto dalla principessa Vittoria Capano, vedova di Nicola de Angelis, feudatario di Mesagne, per sciogliere un voto a Sant’Anna cui avrebbe chiesto intercessione per la guarigione del figlio Carmine, affetto da un grave morbo.” (1)

L’origine di una chiesa è spesso legata ad un evento miracoloso e, proprio per ricordare perennemente la recuperata salute del figlio la principessa fece edificare proprio vicino al suo Castello “una nuova chiesa a lode, gloria et honore della gloriosissima Sant’Anna di palmi sessanta di lunghezza e palmi trentadue di larghezza vacui con tre porte, tre altari, cuora e scala per organo e pulpito, sacrestia, oratorio con ponte et altro giusto il disegno per tal effetto da essa Illustre Principessa fatto far da Rev. D. Francesco Capodieci ….” (2)

L’incarico di progettare la nuova chiesa venne affidato al reverendo Francesco Capodieci (1605-88), architetto e matematico, che alcuni anni prima aveva progettato la chiesa Matrice e che fu il vero artefice della trasformazione di Mesagne da città-fortezza in città barocca.

“Il Capodieci studiò l’area entro cui collocare il nuovo monumento, misurò l’ampiezza del sito e stabilì il numero degli immobili da demolire, tra cui un tratto delle mura, per far posto alla chiesa. Successivamente alla progettazione della Chiesa di Sant’Anna, disegnò un’ampia piazza, com’è riferito nell’atto rogato dal notaio Giuseppe Antonio Luparelli il 1684, “per maggior decoro di detto tempio ad onore di detta Sant’Anna gloriosa”. ” (1)

Piazza Orsini del Balzo

Piazza Orsini del Balzo, veduta della chiesa di S. Anna e della facciata laterale del castello

Piazza Orsini del Balzo, veduta laterale del Castello normanno-svevo

Piazza Orsini del Balzo, palazzo Cavaliere

Piazza Orsini del Balzo, antico arco

Veduta laterale della Chiesa di S. Anna

Veduta laterale della Chiesa di S. Anna

Veduta del campanile

Veduta del campanile (part.)

Veduta della chiesa di S. Anna da via Manfredi Svevo

Veduta della chiesa di S. Anna da via Manfredi Svevo

Veduta della chiesa di S. Anna da via Manfredi Svevo

Veduta della chiesa di S. Anna da via Manfredi Svevo

“Esecutori del progetto furono i maestri Giuseppe Armiento di Oria e Giovanni e Donato Cino; le parti scultoree  affidate a Giuseppe Cino e Pietro Elmo come risulta da un documento del 1683. In un secondo momento i lavori della chiesa furono completati da Donato Cino, affiancato da Tommaso Pagliara e da Mauro Capozza, secondo il saldo di pagamento documentato nel 1703 alla morte del Pagliara.” (2)

“La principessa Capano, costretta a trasferirsi a Napoli ove si sarebbe spenta nel 1696, dovette abbandonare il feudo di Mesagne e non poté mai vedere l’opera completata. Dopo la sua morte, il figlio Carmine tornò a Mesagne e seguì i lavori della piazza e della chiesa fino al loro completamento nel 1699, anche se bisognerà attendere il 1706 perché Sant’Anna sia consacrata e aperta al culto.” (1)

“La chiesa, proprio per la presenza di queste maestranze, si inserisce chiaramente nel filone del barocco leccese, non quello troppo enfatico, ma sobrio e contenuto proprio di marca Ciniana e registra uno dei primi interventi certi di Giuseppe Cino, già noto insieme a Pietro Elmo, mai citato prima d’ora nei documenti (.).
La facciata divisa in due ordini simmetrici si completa con un frontone curvilineo al cui centro vi è un medaglione che reca la data del “1699”. I due ordini acquistano una illusoria dilatazione spaziale, intesa in senso verticale, per mezzo delle colonne a tutto tondo con capitelli corinzi accoppiate alle lesene, sostenute da basamenti lievemente aggettanti. Tra le colonne e le lesene paraspigolo, che concludono i riquadri laterali, si aprono delle nicchie che, forse, avrebbero dovuto contenere i quattro evangelisti.
Il portale, in tufo di carparo, è composto da due lesene decorate a rilievo con motivi fitiformi, grappoli fioriti e rosette terminanti con capitelli di ordine composito coronati da testine di putti.

Il portale è sormontato da un’architrave che regge un timpano curvilineo e accoglie un medaglione, retto da due amorini, che doveva ospitare lo stemma della Famiglia De Angelis o l’immagine della Santa a cui la chiesa era dedicata. I capitelli delle lesene e delle colonne sono uniti tra loro da festoni di frutta e intrecci di foglie su cui sono appollaiati degli uccelli.” (2)

 

L’interno appare semplice ma ben studiato: la pianta si sviluppa su un’unica navata, con copertura a volta, intervallata da due porte le cui scale conducevano ai matronei (*), due nicchie al di sotto degli stessi, due cappelle con altari e capitelli identici a quelli che sono all’esterno.

Ai lati dell’altare maggiore si aprono due porte che conducono, a sinistra e a destra, ai saloni della sagrestia e al palazzo baronale. L’altare maggiore, che domina, con la sua forma concava, tutta la scena, è in muratura e rivestito con stucchi in finto marmo, secondo le tradizionali forme del barocco leccese.

Secentesche sono le tele a corredo dei tre altari: la Natività, sull’altare maggiore, in cui un restauro effettuato nell’anno 2000 rivela oltre alle figure consuete dei pastori, Maria e Giuseppe, la figura di sant’Anna con san Gioacchino alle sue spalle; la Crocifissione con San Francesco e Santa Caterina da Siena collocata sull’altare dedicato al Santissimo Crocifisso; la Deposizione, copia da Paolo Caliari detto il Veronese eseguita forse da Andrea Cunavi (1586 – post 1626), collocata sull’altare della cappella di Sant’Oronzo.” (1)

“Concludono il repertorio di opere d’arte una statua a mezzo busto di S. Anna che regge amorevolmente Maria bambina ed un gruppo statuario con S. Anna che istruisce Maria.” (2)

Oggi, all’interno della chiesa di Sant’Anna sono conservate anche le statue di San Cosma e Damiano, spostate dalla chiesetta omonima a causa di un cedimento, che ha reso la struttura inadatta al culto e interdetta. (3)

Natività

Altare maggiore

Capitello

Leggìo

Matroneo laterale destro

S. Anna istruisce Maria bambina

La deposizione

Dormizione della Vergine

Matroneo laterale sinistro

Santi Cosimo e Damiano

Crocifissione

Cristo morto

Antica acquasantiera

All’interno della chiesa al momento è allestita una piccola mostra di opere dello scultore e pittore Carmelo Conte (n. Latiano 9/7/46)

 

Note:

(*) Nelle chiese bizantine e in quelle del periodo romanico e gotico, loggiato aperto sopra le arcate della navata centrale, riservato alle donne – http://dizionari.repubblica.it/Italiano/M/matroneo.php

Si ringrazia Mario Carlucci per la collaborazione

Bibliografia e sitigrafia:

Legenda: allo scopo di non tediare il lettore con la ripetizione delle fonti citate, è stato attribuito un numerino per ogni opera consultata, che si ritroverà al termine della citazione e che consentirà l’esatta attribuzione bibliografica.”

(1) http://terradeimessapi.it/tag/chiese/

(2) http://www.pugliadigitallibrary.it/media/00/00/38/1658.pdf

(3) http://www.brindisioggi.it/un-gioiello-del-barocco-lasciato-ad-ammuffire-riaprite-santanna/

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